SALERNO SPLATTER SHORTS SHOW

REGIA: FABIO SALERNO

REPERIBILITÀ: SI TROVA IN DVD

GENERE: HORROR-CORTOMETRAGGI

ANNO:  1982-1987

Fabio Salerno è stato un regista underground italiano i cui film hanno assunto nel corso degli anni lo status di cult, Salerno è stato un ragazzo che deve aver creduto enormemente in ciò che faceva, motivato da una grande passione che però non dava i frutti sperati.  Su questo sito ho già trattato i suoi lavori più “famosi” come “Notte profonda” e “L’altra dimensione” intervistando poi il “boss” della Oblivion film per quanto riguarda il restauro dei corti del regista milanese nell’articolo: “Fabio Salerno- il restauro delle sue opere a cura di Oblivion film” ed è proprio dei suo cortometraggi più oscuri che intendo parlare in questo articolo. Questi di Salerno sono i lavori più amatoriali, underground e di difficile reperibilità resi finalmente disponibili in DVD dalla Oblivion film che li ha restaurati, un’ occasione per riscoprire piccoli tesori del nostro cinema horror dimenticati. Partiamo col primo episodio del dvd “Oltretomba” un bell’omaggio al fumetto cult italiano che fondeva horror pornografia e splatter, un uomo è ossessionato dall’idea di sapere se effettivamente esiste una coscienza e un’aldilà dopo la morte, egli è disposto a tutto pur di soddisfare la sua sete di conoscenza anche a girare per i bassifondi e cercare prede fra i derelitti per portare avanti il sadico esperimento. La musica curata da Nicola Tatoni è uno degli aspetti più curati, si passa da momenti ritmati ad altri più atmosferici, per un corto oscuro e immerso in una atmosfera surreale, dove realtà e sogno si fondono, un corto dove è presente un po’ tutto il cinema amatoriale di Salerno: splatter, surrealismo, e una certa aura malata e un po’ triste fatta di strade periferiche e personaggi solitari. Altro elemento presente sono le luci usate per ottenere un effetto straniante, qui in particolare prevale il rosso acceso nelle scene più d’impatto, sicuramente uno dei corti meglio riusciti della combo composta da altri sette lavori. In arpie scopriamo che delle streghe orribili si nascondono fra la gente comune come delle studentesse, ma la loro malvagità può improvvisamente scatenarsi. Anche qui ci sono attori amatoriali e splatter artigianale come nel caso della testa orrenda trovata nel letto, o la coltellata alla gola con sangue abbondante, con un montaggio però talvolta piuttosto rozzo che non dà beneficio all’opera, che dire poi della trasformazione weird dell’arpia? Anche qui tutto all’insegna dell’artigianalità anni ’80 con effetti grezzi e sanguinolenti. “Mezzanotte” svolta di più sull’atmosfera omaggiando in qualche modo “Hellraiser” con la piccola piramide che scatena forze incontrollabili, un episodio un po’ prolisso dalle atmosfere talvolta oniriche con un finale caratterizzato da luci rosse spesso presenti nel cinema di Salerno. “Vampiri” ci mostra una storia di succhiasangue in epoca moderna, episodio caratterizzato sempre da un uso di luci colorate, in questo caso il blu notte, e dalle musiche sempre incalzanti, c’è la presenza di alcuni momenti stranianti come gli occhi del gatto e l’uovo pieno di sangue, finale un po’ splatter. “Tre sagome in nero” è la storia di uno sdoppiamento di personalità, la follia che si nasconde nell’uomo comune, questo è forse l’episodio più “criptico” del dvd, con un finale aperto che lascia spazio a molte interpretazioni, un maniaco perseguita una ragazza e sparge il panico in città a suon di omicidi. Il protagonista ha incubi notturni, abbiamo una larghissima porzione del film “muta” dove la musica fa da padrona assoluta creano un effetto straniante e lasciando parlare solo le immagini, un corto fatto spesso di monologhi, con pochi dialoghi, un episodio più atmosferico che splatter una sorta di thriller un po’ psicologico, ci sono frequenti primi piani del protagonista e un’atmosfera provinciale tipica di questi prodotti semi amatoriali. “Extrasensoria” tratta il tema dei poteri psichici, una ragazza dotata di poteri paranormali contatta psichicamente un medium, al loro incontro la ragazza gli parlerà della setta di cui era parte e di come non riuscirono a salvare sua sorella dalla possessione. La musica è sempre incalzante ed è un elemento sempre in primo piano nei corti di Salerno, c’è in questo corto un aura da prodotto esorcistico anni ’70, fumo di scena, ragazze possedute e un misterioso assassino che uccide col suo fedele coltello, quindi Salerno cerca di essere originale con semplicità inserendo un tocco di giallo in una vicenda esorcistica. Anche qui abbiamo effetti artigianali e sanguinolenti c’è anche qui un insistere quasi sadico sulle ferite, sulle lame sempre luccicanti e pronte a colpire, c’è un’aura malsana che non abbandona lo spettatore fino al finale splatter e demoniaco. “Incubo” è forse l’episodio più cupo e intimista, tratta il tema della morte in maniera originale, Claudio è un giovane che ha da poco compiuto 19 anni ma anche se non lo sa, la sua vita è già finita. “Incubo” è la storia di un ritorno all’oltretomba, un corto cupo e molto personale dove le voci e visioni catacombali dentro e  fuori campo creano un’atmosfera a tatti angosciante che riesce nonostante l’evidente amatorialità degli attori. Un corto personalissimo e angosciante, il più triste di tutto il lotto, oscure voci fuori campo sottolineano spesso l’angoscia del protagonista e il nostro Salerno aggiunge anche un tocco di giallo con omicidi efferati per aggiungere altra carne al fuoco. Vista la triste fine del regista viene da chiedersi quanta di questa angoscia fosse davvero presente nell’animo di Salerno, difficile rispondere. In “Cadaveri” è sempre ben presente la musica dei Goblin, un ragazzo che fa uso di sostanze assiste ad un delitto compiuto da uno strano individuo con una mannaia che sembra essere un frequentatore di una biblioteca. Un misterioso sadico pazzo semina il terrore in città a suon di omicidi, e  una copia di amici decide di indagare per vederci chiaro dopo la scomparsa di una cara amica. “Cadaveri” è un corto corposo di 40 minuti, nonostante la recitazione sia in diversi frangenti da rivedere l’idea è buona e originale una storia che affonda le sue radici in una leggenda, divoratori di carne umana che si risvegliano periodicamente affamati. Abbiamo le classiche luci rosse e blu care al regista, effetti sempre artigianali e talvolta un po’ confusionari, come nel caso della decapitazione. “Salerno splatter shorts…” è un prodotto di nicchia per coloro che vogliono approfondire lo splatter italiano anni ’80 con una certa nostalgia per dei tempi che forse non torneranno mai più.

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