SETTE COLPI DELL’ASSASSINO INTERVISTA CON PIGNOTTI

REGIA:  YARI PIGNOTTI

ATTORI: CARLO DE ANGELIS, MARCO CETRONI, DAVIDE CARDELLI

REPERIBILITÀ: YOU TUBE

GENERE: THRILLER-SPLATTER

ANNO:  2010

DISTRIBUZIONE ITALIANA: INDIPENDENTE

 Sette colpi dell’assassino” è un corto diretto da Yari Pignotti, un lavoro che denota grande amore per i vecchi gialli-thriller anni ’70 (come sottolineano i numerosi poster sparsi un po’ ovunque: “Lo squartatore di New York“, “La dama rossa uccide sette volte” ed altri che vi lascio scoprire) con tanto di pellicola sapientemente invecchiata che fa molto retrò. La sceneggiatura benchè abbastanza semplice ci riserverà delle sorprese inaspettate, in una tranquilla cittadina un misterioso assassino porta avanti la sua “Death list” i cui candidati spariscono sempre il settimo giorno della settimana, il protagonista verrà rinchiuso in una sorta di scantinato (che assomiglia ad un dungeon) e dovrà fare i conti con le torture del sadico killer. C’è un vero motivo scatenante tanta follia, ma quale? Si cela nel passato del killer o della vittima?

Il film di Yari sà cambiare pelle partendo dall’essere apparentemente un giallo trasformandosi poi in uno splatter-torture molto violento. Bella l’idea presente nei titoli di testa di far apparire i nomi del cast sulle lame dei coltelli, la parte centrale dove il Killer tortura la vittima è abbastanza claustrofobica e sottolineata da effetti sonori inquietanti, con scene efferate realizzate con tecniche semplici ma efficaci, bellissima la scena della piccola tenaglia che tortura il nostro eroe nel naso una scena che coinvolge molto lo spettatore che si sente violato a sua volta ed è coinvolto al massimo con l’agonia del personaggio. La regia ha sempre un occhio di riguardo verso i dettagli: un lampione sotto la pioggia, l’occhio impaurito del protagonista, gli strumenti del folle ecc… è interessante notare come ci sia sempre un alternarsi di sguardo ed azione come nella scena del dito mozzato dove c’è il primissimo piano degli occhi sofferenti alternato all’implacabile mano del killer con le forbici, molto forte la scena in cui la lingua viene tagliata anch’essa dopo il sopracitato gioco di sguardo/azione. 

Scopriamo qualcosa di più su questo corto parlando col regista:

Dott.trash: Ciao Yari, benvenuto nel mio sito, parlaci della tua attività, da quanto giri cortometraggi?

Yari Pignotti: ho cominciato la mia attivita’ nell’autunno del 2007,quando un mio amico regista Davide Cardelli mi chiamo’ per fare l’operatore di camera e aiuto regista nel suo cortometraggio horror: Ecstasy in the Parking,in questo corto feci anche lo special guest director di una scena,nel 2008 Ectasy partecipo’ e vinse il Tohorror Festival,nello stesso anno ( 2008 ) girai i miei primi due cortometraggi,”Il fumo che uccide“un grottesco di una durata intorno ai cinque minuti e “Evil Fly“un commedia/comico di una durata di 16:51 minuti,poi nel 2010 invece girai “Sette Colpi dell’Assassino” splatter/horror/gore di 50 minuti di durata,ma poi fu ridotta a 29:13 minuti per poter farlo partecipare ai concorsi.

Dott.trash: Nel tuo lavoro si nota una grande passione per i gialli anni ’70…

Yari Pignotti: si,e’ vero,sono un grande appassionato di gialli anni 70,ma non solo,mi definisco un nerd onnivoro,cerco di vedere qualsiasi genere,dal western al giallo,dal drammatico al comico etc. e di tutte le nazionalita’,dai b-movie ai film di serie A,ogni pellicola e’ una scuola per me

Dott.trash:Ne “I sette…” c’è una grande attenzione ai dettagli: il lampione sotto la pioggia, l’occhio, ecc… volevi che questi dettagli arricchissero la tua opera?

Yari Pignotti: si,sono molto attento ai dettagli,voglio far capire allo spettatore che anche la regia di un corto amatoriale puo’ essere ben definita nei particolari come fosse un film normale.

Dott.trash: Il “dungeon” dove viene rinchiuso il protagonista è molto inquietante, dove hai trovato questo luogo?

Yari Pignotti: e’ semplicemente una cantina di una casa di un nostro amico.

Dott.trash: Nel tuo corto ci sono diversi poster di vecchi film come: “Lo squartatore di New York” ti piace lasciare delle citazioni sparse?

Yari Pignotti: si,tantissimo,e’ il mio stile,il mio regista preferito e’ Quentin Tarantino,e come lui,quando realizzo un corto,lo riempio di citazioni visive ( scene riprese da altri film ) o materiali ( poster,vhs,oggetti vari sparsi nelle scene ) a Sette Colpi dell’Assassino ci sono una marea di citazioni,le piu’ belle sicuramente sono la lista delle vittime,ripresa da Kill Bill Volume 1,le dita che si piegano facendo vedere le armi dell’assassino riprese da Keoma e il taglio dell’occhio con la lametta ripreso proprio dallo Squartatore di New York dove e’ visibile anche il poster in una scena.

Dott.trash: Mi sembra che nel frangente della sequenza della tortura tu voglia coinvolgere lo spettatore facendolo identificare con la vittima, è così?

Yari Pignotti: si,e’ cosi,il mio intento e’ stato subito questo fin dalle prime riprese del corto e spero di esserci riuscito.

Dott.trash: Il tuo film muta spesso forma, parte come un giallo e si sviluppa come un torture-splatter, pensi di essere riuscito a bilanciare questi elementi o a posteriori cambieresti qualcosa?

Yari Pignotti: no,non cambierei nulla,si,penso di essere riuscito a bilanciare i due elementi giallo/torture.

Dott.trash: Progetti futuri?

Yari Pignotti: allora,sto’ aspettando una sceneggiatura dal mio collaboratore per un drammatico/psicologico,questa volta sara’ la prima volta che non scrivo/dirigo,ma dirigero’ soltanto,poi ho avuto anche una richiesta per dirigere un documentario del dietro le quinte di un corto di un mio amico regista Josh Heisenberg,saranno tutte e due esperienze nuove per me.

 

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