REGIA: KEVIN WILLIAMSON

ATTORI: NEVE CAMPBELL, COURTENEY COX, MASON GOODING

REPERIBILITÀ: ALTA

GENERE: SLASHER

ANNO: 2025

La lunga saga di Scream è giunta al settimo capitolo, e non credo che la grande massa di spettatori si aspettasse chissà quali novità forse la maggioranza sperava semplicemente di potersi godere un buon slasher sulla scia dei primi capitoli, purtroppo le promesse non sono state mantenute. La sceneggiatura è opera di quel Williamson che nel lontano 1996 scrisse (per la regia di Craven)  quello che sarebbe stato un nuovo cult dello slasher, un film che conquistò il pubblico con un personaggio semplice e diretto, un assassino vestito di nero con una maschera che ricorda l’urlo di Munch. In questo nuovo episodio ritroviamo alcuni dei vecchi personaggi come Sydney che vede tornare lo spettro del passato ovvero l’assassino mascherato più famoso d’America mentre la casa di Stu Macher è stata trasformata in un bed & brekfast a tema “Ghostface” dove una coppia viene uccisa da un assassino che porta la famosa maschera urlante. Sidney Prescott è andata avanti con la sua vita e ha sposato Mark un poliziotto, Sidney riceve inaspettatamente una chiamata da Stu Macker il quale doveva essere ormai morto da tanti anni. L’incubo ritorna, ma sarà davvero Stu a chiamare? O si tratta di imitatori del vecchio serial killer? Questo nuovo capito di Scream non aggiunge o toglie niente ai vecchi capitoli della saga rivelandosi un film a tratti prevedibile e scontato dove ritroviamo i classici trucchetti per sviare lo spettatore su chi possa essere l’assassino, il ritmo è altalenante e non sempre coinvolgente. Ci sono buoni jumpscare e anche alcuni omicidi realizzati in modo discreto fra i quali spicca quello della ragazza a teatro che si rivela essere il più “acrobatico” fra gli omicidi con una discreta dose di sangue e budella, il film sembra voler avvicinare le nuove generazioni al mito di Scream e forse in parte ci riesce ma per chi ha visto tutta la saga questo sembrerà un episodio piuttosto fiacco e non molto convincente. Troviamo le classiche tematiche di scontri e incomprensioni generazionali incarnate soprattutto dai personaggi di Tatum (Isabel May) e sua sorella, il giochetto del killer che rivela subito il suo volto tramite videochiamate minacciose funziona solo a metà, c’è forse la volontà di creare una “new generation” della saga di Scream con l’arrivo di nuovi personaggi ma ormai la saga a mio avviso ha detto tutto ciò che c’era da dire e semmai ci saranno altri capitoli temo che saranno solo scialbe ripetizioni dei bei tempi che furono. I dialoghi sono spesso trascurabili e puramente funzionali alla vicenda senza essere particolarmente accattivanti, la tensione va e viene a corrente alternata col classico assassino che terrorizza una tranquilla comunità fra false piste, personaggi che muoiono quando sono isolati (un classico del genere) il film si attesta fra una coltellata e l’altra su una stanca sufficienza per un capitolo che avrebbe potuto anche osare almeno un qualcosa in più invece di ripetere in maniera ingessata classiche situazioni già viste nei precedenti capitoli. 

 

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