IL CLOWN DI KETTLE SPRING

REGIA: ELI CRAIG

ATTORI:  KATIE DOUGLAS, VINCENT MULLER, AARON ABRAMS

REPERIBILITÀ: ALTA

GENERE: SLASHER

ANNO: 2025

Questo slasher è tratto da un romanzo di successo dello scrittore Adam Cesare “Clown in a cornfield”, si tratta di un un B movie diretto da Eli Craig autore del divertente “Tucker e Dale vs evil” ma se nel film appena citato la formula scanzonata e volutamente sopra le righe funziona facendoci assistere a un film trash ma divertente qui l’atmosfera si sposta su un altro sottogenere, ovvero lo slasher anni ’80 tuttavia nonostante alcune buone premesse i film non riesce ad andare oltre la sufficienza stiracchiata. Siamo a Kettle Springs una cittadina chiusa e di provincia dove arriva la giovane Quinn e suo padre Glenn, i due vogliono una nuova vita dopo la scomparsa della madre. Nella nuova cittadina è in atto una profonda spaccatura economica e generazionale dopo il fallimento e rogo della fabbrica di sciroppo di mais Baypen evento che ha segnato profondamente il declino economico della cittadina. La giovane Quinn (Katie Douglas) inizia a frequentare dei “ragazzacci” ( e ragazzacce) locali conosciuti a scuola con ovvia disapprovazione del padre, il legame fra lei e il gruppo si consoliderà e dopo alcune esitazioni lei diverrà parte integrante delle compagnia. Ma il gruppo di giovani ha un canale you tube dove cerca di “fare cassa” mettendo in scena finte storie ed esplorazioni horror e proprio durante una di queste “riprese” il gruppo fa uno scherzo alla ragazza, dove uno dei ragazzi per spaventarla veste i panni di Frendo, l’iconico pagliaccio simbolo dell’azienda. Alcune ore dopo quando i ragazzi riguardano il video si accorgeranno che sullo sfondo c’è la strana figura di un altro pagliaccio, lo stesso Frendo ma che sembra decisamente autentico. Chi è che sotto la maschera del Clown comincia a mietere vittime fra i ragazzi? “Clown…” rielabora schemi dello slasher anni ’80 cercando di inserirli in una cornice moderna e in parte ci riesce ma il risultato è altalenante, ci sono dei jumpscares disseminati un po’ in tutto il film alcuni riusciti (come il primo omicidio nel campo di grano) altri meno. La sceneggiatura del duo Blanchard-Craig ricalca abbastanza fedelmente il libro con alcune variazioni, (come il posizionamento del colpo di scena principale nell’arco narrativo). C’è il classico scontro generazionale e problematiche adolescenziali un po’ stucchevoli, ma il vero scontro generazionale si allargherà  ad un raggio d’azione maggiore ovvero il film è anche uno scontro fra “vecchi” e “giovani” nel contesto di uno slasher di ambientazione provinciale dove le vecchie generazioni ostacolano e addirittura uccidono le nuove. Alcuni riscontrano echi di “Grano rosso sangue” ma a mio avviso si tratta solo di echi abbastanza lontani per questo slasher pensato per un pubblico “young adult” con un cast buono ma senza fare scintille: nella parte dell’adolescente che “cambia aria” c’è Katie Douglas (“The girl who escaped”, “Level 16”, “Lazareth”) il suo è un personaggio tipicamente adolescenziale ed è più o meno l’unico che ha un minimo di caratterizzazione insieme al padre Glenn interpretato da Aaron Abrams (“Code8 parte 1 e 2”, “Young people fucking”) gli altri, soprattutto i componenti del gruppo dei ragazzi sono la solita carne da macello da sacrificare in nome del gore a buon mercato. Il gore è presente ma non è eccessivo, spesso collegato a jumpscare di qualità altalenante, l’ambientazione provinciale è buona, ma  la sceneggiatura risulta abbastanza prevedibile e poco originale scivolando nel calderone del già visto soprattutto da parte di spettatori navigati del genere, infatti quest’horror cerca l’approvazione e l’attenzione dei più giovani riuscendoci ma lasciando un po’ di amaro in bocca a spettatori di vecchia data. La regia fa bene il suo lavoro ma senza note originali scorrendo sui binari del B movie americano senza cercare guizzi particolari e amche in questo senso dunque ci si poteva aspettare qualcosa in più.

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