
REGIA: ANDREA MACCARRI
REPERIBILITÀ: YOU TUBE
GENERE: HORROR ANTOLOGICO
ANNO: 2025
Andrea Maccarri (“Absistite luco”, “Il caso della belva del plenilunio”, “The lambert tapes”) dirige questa raccolta di 4 cortometraggi dal nome “Evil underground” sono quattro storie indipendenti unite da una piccola cornice in cui un tizio annoiato (Marco Scognamiglio) decide di guardare una sorta di vhs maledetta che gli arriva misteriosamente a casa e che contiene quattro storie horror, la prima è “The Lambert tapes” (clicca sul link per la recensione dettagliata) La trama vede un gruppo di reporter in cerca di scoop, addentrarsi in una tetra casa (precisamente nei sotterranei) a Mildville, dove molti anni fa (anni ’60) avvennero gravi fatti di sangue: una madre evidentemente disturbata psicologicamente, teneva incatenato suo figlio deforme nei sotterranei, ma la furia del mostro non tardò a manifestarsi. I primi momenti del film sono resi in bianco e nero, sostituito in seguito da colori piuttosto scuri quando, spostandoci nel tempo, ci troviamo nel 1983. La seconda storia “Silent night, black evil night” è un corto natalizio pieno di lucine natalizie, alberi di natale e girato completamente in interni (suppongo in casa sua) un corto amatorialissimo dove un ignoto assassino si introduce in una casa e uccide i proprietari a sangue freddo con un’arma da fuoco un po’ fantascientifica. Tutto è molto criptico, non c’è una trama, non ci sono dialoghi, si potrebbe parlare di un generico piccolo omaggio agli slasher a tema natalizio in salsa amatoriale, la cinepresa si muove in prima persona e una musichetta natalizia ci accompagna verso questo piccolo massacro. Primi piani dell’albero di natale si alternano a primi piani di vecchi giocattoli, i mitici “Masters of the universe” che chiunque sia nato negli anni ’80 conoscerà sicuramente, sembra esserci una gran voglia semplicemente di divertirsi senza pensieri con un piccolo lavoro senza pretese. Passiamo poi in ambito esorcistico, atmosfera torbida con pellicola “invecchiata” ad hoc e un frate che lotta contro il maligno ma qualcosa poi va storto nel suo esorcismo. Si tratta di un cortometraggio oscuro, non si vedono quasi mai i volti dei protagonisti, spesso abbiamo un’atmosfera fumosa con simboli religiosi in bella mostra e dialoghi ridotti all’osso. Nel successivo episodio “Evil snuff tapes” una ragazza è preda di un maniaco, anche qui abbiamo la pellicola invecchiata e un’aura da torture porn low budget, i personaggi sono anonimi e completamente spersonalizzati, e anche un tocco splatter grazie a delle sanguinolente frattaglie in primo piano che irrompono improvvisamente sulla scena. Assenza di dialoghi e tentativo di creare un’atmosfera opprimente sono le caratteristiche del cortometraggio. Per finire abbiamo “Il caso della belva del plenilunio” Questo lavoro di Andrea Maccarri tratta in maniera piuttosto insolita (sotto forma di scoop giornalistico) il tema della licantropia, spesso caro al cinema horror internazionale, un po’ meno a quello italico, infatti l’unico titolo che mi viene in mente per quanto riguarda il nostro paese è : “La lupa mannara” di Rino Di Silvestro, anch’esso un titolo che affronta la licantropia in modo inusuale, come fosse una sorta di malattia psichica. Nel caso di questo corto siamo in ambito mockumentary, la trama vede due reporter impegnati in un’intervista con Massimo Granero figlio di un assassino brutale le cui gesta insanguinarono la zona di Tuscania, una località abitata da gente semplice attaccata alla terra che deve vedersela con un brutale assassino. Un aspetto molto originale dell’opera è quello di essere riuscita ad amalgamare soprannaturale e cronaca nera, un mix insolito che a mio parere avrebbe necessitato solo dell’aggiunta di qualche flashback durante l’intervista, dove avrebbero potuto mostrare alcune gesta del mostro. La parte più “creepy” emerge negli ultimi minuti ed è ambientata nella tetra soffitta di Massimo che riserverà diverse sorprese con l’immancabile colpo di scena finale. Una buona prova di regia, un corto insolito per il panorama italiano. “Evil underground” è tutto qui, puro e semplice intrattenimento horror a basso (o bassissimo talvolta) budget, fra corti più o meno riusciti si toccano vari aspetti dell’immaginario horror, spesso con un piglio un po’ anni ’80.

