REGIA: ANDREA MACCARRI
ATTORI: GIORGIO BORRONI, ILARIA MONFARDINI, CHAD RICHARDS, MARCO SCOGNAMIGLIO, ANDREA MACCARRI
GENERE: HORROR SOPRANNATURALE
ANNO: 2025
Andrea Maccarri (“Il caso della belva del plenilunio”, “The Lambert tapes”) ripropone in versione aggiornata 2.0 dove prima di tutto cambia la colorazione rendendola più ’80, il film è diviso in “capitoli” il primo è chiamato “ritus” dove assistiamo ad un cruento rituale oscuro con risvolti gore piuttosto realistici con effetti artigianali efficaci. C’è un grezzo direttore a capo di uno squallido giornaletto a caccia di sensazionalismi che indaga su una congregazione religiosa dai tratti neo pagani presente nel bosco sacro, gli inviati si addentreranno in segreti più grandi di loro finendo per perdersi nel sacro bosco. Si tratta dunque non di un seguito ma di una versione director’s cut del vecchio film abbellita con nuove sequenze e con un po’ di splatter in più, e con alcuni nuovi attori coinvolti in scene extra spesso dal sapore esoterico. Per chi volesse invece approfondire sul vecchio fil ecco il link alla recensione: Absitite luco. Ma adesso scambiamo qualche parola con Maccarri che ci parlerà di questo Director’s cut
Dott trash: La director’s cut ha un’estetica chiaramente vintage, come nasce questa scelta?
Maccarri: L’estetica anni Ottanta è un omaggio al cinema d’exploitation con cui sono cresciuto. L’intro del film, le gag dei personaggi strampalati – come l’editore interpretato da Giorgio Borroni, che ho diretto da remoto insieme al regista Leonardo Barone sono parte di un’operazione nostalgica, quasi sentimentale. È un mondo che porto dentro fin da bambino, e ricrearne lo spirito, con le sue imperfezioni e le sue follie, per me è stato come tornare a casa. Mi sono divertito tantissimo a riempire il film di tutte le “stramberie” che amavo in quelle pellicole fantastiche e irripetibili. Volevo un risultato volutamente imperfetto, sporco, ma vivo. Non so se troverà mai una distribuzione ufficiale, e forse non importa: per me contava riuscire a dare al film una nuova vita, qualcosa di più personale e completo.
Dott.trash: Anche Davide Pesca compare nei crediti. Che tipo di contributo ha dato al progetto?
Maccarri: Davide è un amico e, come sempre, è stato gentilissimo e disponibilissimo. Mi ha permesso di utilizzare alcuni suoi footage con i geniali e scioccanti FX che lo contraddistinguono. Per me è un valore aggiunto enorme. Spero davvero di poter collaborare con lui di persona prima o poi: è uno dei talenti più liberi e creativi del settore.
Dott trash: com’è nata la collaborazione con Ilaria Monfardini?
Maccarri: Con Ilaria abbiamo lavorato completamente da remoto. Non abbiamo avuto modo di incontrarci sul set, quindi le scene che l’avevo scritto e ideato sono state realizzate direttamente nella sua casa, con il supporto della sua crew. Devo dire che il risultato è stato esattamente quello che mi aspettavo: ragazzi con tanta passione, preparazione e amore per il cinema. Ilaria interpreta la strega madre, e secondo me la sua è un’interpretazione magnetica e allo stesso tempo surreale. Nella sequenza in cui attraversa i sentieri del bosco ho voluto omaggiare apertamente il cinema di Jean Rollin: ritmo lento, atmosfera sospesa, un senso di estraniazione volutamente ricercato.
Dott trash: Possiamo quindi considerare AL – Director’s Cut il tuo vero debutto nel lungometraggio?
Maccarri: Sì, lo considero il mio primo vero lungometraggio. È un progetto nato dall’istinto, dall’amore per il genere e dalla voglia di sperimentare senza vincoli. E se oggi posso guardarlo con soddisfazione è anche grazie alle persone che hanno creduto in me e mi hanno accompagnato in questo percorso. Perciò grazie davvero, come sempre, per il supporto e la professionalità.

