
REGIA: THOMAS BEZUCHA
ATTORI: KEVIN KOSTNER, DIANE LANE, LESLEY MANVILLE
REPERIBILITÀ: ALTA
GENERE: DRAMMATICO-THRILLER
ANNO: 2020
DISTRIBUZIONE ITALIANA: UNIVERSAL PICTURES
“Uno di noi” (titolo originale: “Let him go”) è un ottimo incrocio fra un film drammatico e un thriller, la sceneggiatura trae ispirazione dal libro di Larry Watson, nell’America anni ’60 George Blackledge (Kevin Kostner) vive in un ranch con la moglie Margareth (Diane Lane) suo figlio James e la moglie di quest’ultimo Lorna (Kayli Karter) e il nipotino Jimmy. Purtroppo la tranquillità viene interrotta da una tragedia, James muore cadendo da cavallo. Successivamente Lorna si risposa con Donnie Weboy (Jeffrey Donovan) un uomo violento che maltratta lei e il bambino. A questo punto i due intrepidi nonni faranno di tutto per strappare il piccolo Jimmy da un ambiente violento e degradato, dato che il nuovo compagno ha portato via moglie e nipote traferendosi nella sua vecchia casa con la sua famiglia violenta e tossica come lui. “One of
us” è un film dalla sceneggiatura semplice ma d’impatto, che ci trasporta indietro nel tempo, in un’America violenta anni ’60, c’è un’ottima fotografia (a cura di Guy Godfree) che sfrutta praterie e periferie bucoliche in modo ottimo con belle panoramiche dei paesaggi della’ America più rurale. Il cast è ottimo, Kevin Kostner è sempre una garanzia e anche nella parte di questo eroico nonnetto ribadisce la sua grande caratura attoriale, si tratta di uno dei più grandi attori degli anni ’80 e ’90, non ha certo bisogno di presentazioni. Diane Lane è la moglie combattiva, altra grande attrice (“all’improvviso uno sconosciuto”, “L’amore infedele”, “L’uomo d’acciaio”) attrice versatile e talvolta sensuale capace di spaziare dal genere thriller all’action, da film impegnati a quelli più commerciali, il suo personaggio è il ritratto di una donna affidabile, dolce ma non sdolcinata, forte ma non aggressiva, insieme al marito formano la coppia unita e perfetta contro i violenti bifolchi che sono l’esatto opposto di loro. Il violento Donnie è interpretato dal Will Brittain (“King kong skull
island”, “Haunt-la casa del terrore“)è un altro attore molto convincente e pienamente nella parte. La parte della capofamiglia, la perfida Blanche spetta a Lesley Manville attrice molto quotata (“Belle speranze”, “segreti e bugie”, “Maleficent”) alle prese con un personaggio rozzo, cattivo e degradato, la vera antagonista di Margareth, anche qui viene fornita una ottima interpretazione, il suo personaggio incarna l’America più moralmente degradata. Si tratta di un film duro che fa pochi sconti, sono diversi gli argomenti trattati, la rappresentazione di una terza età combattiva, incarnata da due protagonisti pronti a sacrificarsi per un bene superiore (in questo caso il tenero nipote), la violenza domestica incarnata in scene dove il manesco marito picchia in strada moglie e figlio, il degrado sociale di certe aree periferiche dove la legge rappresentata dallo stato entra in una zona grigia. Il punto di forza del film è sicuramente una grande caratterizzazione dei personaggi in scena, ognuno è estremamente definito e con una personalità che lo caratterizza bene, resta comunque un film dove il confine fra buoni e cattivi è molto definito e con poche sfumature. Infine vi è anche il tema delle minoranze, dei loro diritti negati e di un’infanzia rubata incarnati nella figura triste e solitaria di Booboo un indiano d’ America, personaggio secondario ma affascinante, una sorta di cavaliere solitario che vive una vita isolata nelle praterie simbolo di un’America che ha fallito nel proteggere i figli più fragili. Un aspetto interessante presente nel film è una certa atmosfera quasi western che merge talvolta fra le trame drama-thriller, un aspetto western che si palesa con ranch isolati, cavalli selvaggi domati, e anche nella figura del ragazzo indiano simbolo di un passato che ricorda agli Usa che la oro terra è intrisa del sangue dei nativi in buona parte sterminati. Se cercate un film drammatico con marcate sfumature thriller, pregno di ‘atmosfera sporca ma che sappia essere anche profondo nella messa in scena dei sentimenti questo è un film che fa al caso vostro. I personaggi sono ottimamente caratterizzati, ognuno ha il proprio spazio e il film anche se crudo, in certi frangenti sa essere anche poetico come nel dialogo fra George e la moglie dove con amarezza si ritrovano da anziani (o quasi) a dover lottare per la vita, un film intenso per amanti del vero cinema.

