AUTORE: ROBERTO RICCI
CASA EDITRICE: GFE
NUMERO PAGINE: 113
TIPOLOGIA: SAGGIO
Roberto Ricci è autore di libri thriller dai quali sono stati tratti cortometraggi che hanno girato per vari festival del settore come “La goccia maledetta” diretto da Emanuele Pecoraro, “Violetta resti” diretto da Riccardo di Gerlando, e “La tigre veste di rosso” diretto da Emanuele pecoraro. Fra le sue opere letterarie più famose possiamo citare: “L’immagine malvagia“, “Cinema assassino“, “La bambina delle violette“. Quest’ultimo lavoro “Flani insanguinati” è un libro che parla dell’epoca d’oro dei flani cinematografici, divenuti col tempo piccole “opere d’arte” che gli appassionati del thriller e dell’horror italiano ricordano con piacere e una certa dose di nostalgia per un’epoca che non c’è più, per un tipo di cinema quasi scomparso in Italia. Tuttavia è quel “quasi” che lascia ancora qualche speranza del ritorno del nostro amato cinema di genere che sopravvive nell’underground grazie a piccoli lavori indipendenti.
Il libro di Ricci si apre con una piccola introduzione che narra la nascita dei flani e le prime tecniche di fabbricazione con matrici a piombo e lastre, continuando poi a spiegare come e perchè il termine “flano” sia stato associato alla pubblicità dei film sui quotidiani. “Flani…” è anche un viaggio a ritroso in un’epoca che non c’è più, quella delle piccole sale, dove potevi entrare a film già iniziato e rivederlo una seconda volta, e come dimenticarsi poi delle mitiche frasi ad effetto presenti sui flani? Spesso esagerate, talvolta fuorvianti, ma sempre d’effetto: “un giallo ad altissima tensione, allucinante, da stop al cuore” (per il lancio di “La dama rossa uccide 7 volte”), oppure “L’obbiettivo ha catturato l’esorcismo e la magia nera. La paura correrà sul bracciolo della vostra poltrona” (“Il profumo della signora in nero”). Il libro di Ricci risulta originale rispetto ad altri che trattano argomenti simili perchè il nostro parrucchiere del brivido dà la parola ai “fans” e registi in interessanti interviste (fra le quali c’è anche il vecchio caro dottor trash) dove ognuno racconta i suoi ricordi, emozioni, esperienze legate al mondo dell’horror e ai suoi mitici flani. Facciamo due chiacchiere con Ricci per saperne di più!
Dott. trash: Ciao Roberto, permettimi di sottolineare (come accenni tu stesso nel libro) che la tua opera arriva a colmare un vuoto, non sono poi molti i libri dedicati ai mitici flani, e solamente il tuo dà direttamente la parola a registi e fans che hanno vissuto quell’epoca e anche a chi non c’era ma paradossalmente la cita e “ricorda” con piacere. Parlaci un po’ della genesi del libro, come ti è venuta l’idea di scrivere su questo argomento?

L’autore Roberto Ricci
Roberto Ricci: L’idea mi e’ venuta, perche’ dopo il successo del precedente Cinema Assassino (dove facevo interviste), volevo tornare a fare un libro sullo stesso argomento. Allora, ho pensato di far raccontare ai protagonisti, quello che volevano.
Dott. trash: Il fatto che in tanti ricordino l’epoca d’oro dei flani anche coloro che non l’hanno vissuta direttamente testimonia a mio avviso che in un certo senso si è creato un piccolo ponte fra generazioni diverse, concordi?
Roberto Ricci: Certamente si e’ creato un ponte generazionale. Basta pensare al successo che hanno al cinema, alcuni capolavori come Profondo Rosso o La Casa Dalle Finestre Che Ridono, tornati in sala restaurati. Tanti giovanissimi vanno a vederli.
Dott. trash: Nel libro parli di tuoi ricordi personali legati ai flani, al cinema anni ’70 e ’80, vuoi aggiungere qualche altra curiosità o ricordo riguardo alla tua esperienza in quell’epoca d’oro che nel libro non hai inserito?
Roberto Ricci: I miei ricordi principali sono tutti nel libro. Un ricordo non presente, riguarda il mio primo incontro con Dario Argento a Ancona. Emozione pura. Quella volta non c’erano i cellulari, e quando feci la foto con Dario, la macchinetta non fece il clic dello scatto e fu proprio lui ad accorgersene e ne scattammo un’altra
Dott. trash: Come sta andando il viaggio editoriale del libro, hai avuto buoni riscontri?
Roberto Ricci: Il libro sta andando bene. E’ entrato nella top ten dei libri di cinema piu’ venduti su Amazon. Colgo l’occasione per ringraziare tutti coloro che lo hanno acquistato.
Dott. trash: I flani avevano frasi di lancio eccitanti, bizzarre, talvolta fuorvianti ma che nella maggioranza dei casi attiravano l’attenzione di potenziali spettatori, io credo che negli anni ’70 e ’80 ci fosse una grande inventiva nell’accalappiare lo spettatore, talvolta si arrivava (più in America che in Italia…) a coinvolgere lo spettatore con piccoli regali all’ingresso della sala o a terrorizzare lo spettatore con piccoli “scherzetti in sala” come rumori artificiali e altre diavolerie. Una cosa che è stata purtroppo persa nel tempo, oggi sembra tutto più commerciale, freddo e artificiale, concordi?
Roberto Ricci: Si e’ vero. Oggi e’ tutto piu’ freddo e impersonale. Negli anni 70 e 80, c’era tanta inventiva. Creativita’. Gli stessi flani erano delle opere d’arte con quelle frasi di lancio costruite ad effetto. Come anche le locandine. Alcune dei capolavori assoluti. Oggi sono anonime. Stiamo purtroppo attraversando un periodo storico terribile. Da un punto di vista sociale e culturale.

