
REGIA: BALTASAR KORMAKUR
ATTORI: CHARLIZE THRON, TARON EGERTON
REPERIBILITÀ: ALTA
GENERE: THRILLER-SURVIVAL
ANNO: 2026
Kormàkur è un discreto regista islandese e “Apex” è il suo ultimo lavoro, si tratta di un thriller prodotto per Netflix, la sceneggiatura è di Jeremy Robbins e vede protagonista Sasha (Charlize Theron) una temeraria scalatrice di montagne e pareti rocciose pericolose prendersi un periodo di vacanza e riflessione nella selvaggia Australia dopo aver assistiti impotente alla morte del suo compagno di scalate. Tuttavia la vacanza prenderà una piega inaspettata trasformandosi in una lotta per la sopravvivenza. “Apex” appartiene a quella categoria di film che pur essendo fatti come si deve non riescono ad aggiungere niente di nuovo finendo nel calderone del già visto ma fatto bene. Il film incorpora elementi thriller ibridandoli col survival più avventuroso, mettendo in scena il classico gioco del gatto col topo aggiungendo una macabra (ma non molto incisiva) nota di cannibalismo, Il cast è molto buono è vede la famosa Theron nei panni di una protagonista agguerrita e un po’ final girl che dovrà affrontare il suo trauma per le alte vette per sfuggire al suo killer quindi il suo è un
personaggio che nel suo “viaggio dell’eroe” perde una qualità (il coraggio) e lo riconquista durante il suo percorso. Taron Egerton è sempre convincente nel ruolo dello psicopatico con quelle movenze convulse e il suo sguardo spiritato, il suo personaggio reca anche tratti animaleschi con quei suoni simili ad un animale che emette per spaventare la sua preda. Anche la natura diventa protagonista incontrastata con canyon pericolosi, pareti rocciose da scalare, fiumi pieni di acqua e rocce sporgenti, uno scenario ideale per una insolita battuta di caccia. Assisteremo a riprese veloci e dinamiche soprattutto nella parte in cui la nostra eroina scenderà per le pericolose rapide del fiume (sequenze che ricordano vagamente “The river wild” di Hanson) scene veloci e adrenaliniche ma mai confusionarie. “Apex” è un film dall’impianto semplice che non
cerca soluzioni particolarmente originali ma si limita a svolgere bene il suo compito finendo però nella categoria del già visto, complice una sceneggiatura non molto articolata e colpi di scena talvolta prevedibili come la classica falsa pista iniziale in cui la Theron si imbatte nei cacciatori nel negozietto, gli sviluppi anche se non proprio telefonati saranno più o meno intuibili agli spettatori più navigati. I colori sono risaltati al punto giusto per mettere in mostra il verde acceso della natura selvaggia che come il maniaco rema contro anch’essa contro la nostra eroina spingendola al limite, cacciatori e prede, sono due infatti le uniche due barricate sulle quali si regge il nocciolo del film film, non ci sono sfumature, ci sono solo i buoni da una parte e i cattivi dall’altra che sono tutti incarnati in modo estremamente sintetico da due soli personaggi. Kormakur dimostra di aver una grande padronanza dei suoi mezzi, e gira in modo adrenalinico e senza annoiare quasi mai lo spettatore eliminando inutili tempi morti, un film di puro intrattenimento da vedere senza troppe aspettative.

