
REGIA: TOM GORMICAN
ATTORI: JACK BLACK, PAUL RUDD, THANDIWE NEWTON
REPERIBILITÀ: ALTA
GENERE: ANIMAL HORROR
ANNO: 2026
Correva l’anno 1997 e al cinema usciva “Anaconda” un b-movie di Luis Llosa destinato a rimanere nei ricordi dei millenials come un mix di avventura e animal horror con un grande cast che ebbe anche un sequel: “Anaconda-alla ricerca dell’orchidea maledetta”. Bisogna subito chiarire che questo nuovo film di Tom Gormican è totalmente diverso, non è un remake, non è un sequel e a mio avviso non è neppure un reboot ma piuttosto una sorta di operazione nostalgia meta-cinematografica dove si stravolgono tutte le carte in tavola. Tom Gormican è un regista che si presta bene a film action (“Beverly hills cop IV”, “Il talento di Mister C.”) e in questo nuovo “Anaconda” di azione ne troviamo molta. La sceneggiatura di Kevin Etten e dello stesso Gormican vede Dough (Jack Black) e Griff
(Paul Rudd) due vecchi amici che hanno sempre avuto il sogno del cinema, attraversare una crisi di mezza età non avendo potuto realizzare il loro sogno e non avendo vissuto la vita che volevano barcamenandosi fra lavoretti noiosi e vita monotona. Un giorno in occasione del compleanno di Dough, Griff ritrova un loro vecchio film amatoriale che fecero da ragazzini, il ricordo di quella piccola ma esaltante esperienza spinge Griff a riunire tutti i vecchi amici per realizzare un reboot di uno dei loro film preferiti “Anaconda” del 1997. Dopo un momento di incertezza Dough accetta la proposta dell’amico e si imbarca in una folle e dispendiosa impresa cinematografica che porterà il gruppetto nel cuore della foresta amazzonica. Fra criminali in fuga, natura ostile e selvaggia e serpenti enormi e letali il gruppo cercherà di girare con grandi difficoltà il loro piccolo cult. La regia di Gormican è quella classica da film americano per fare cassa al botteghino ovvero colori accesi, una fotografia pulita e scene di azione veloci e d’effetto ma mai
confusionarie, il cast come fu per il vecchio Anaconda è molto buono, J. Black è sempre una garanzia e interpreta un uomo di una quarantina d’anni che ha visto sfumare i suoi veri obbiettivi. Dough è un disilluso, un uomo che incarna appieno i sogni infranti dei millennials, un personaggio creato ad arte affinchè tale generazione si riconosca in lui e ne faccia se non proprio un eroe almeno un punto sicuro di riferimento. Il nuovo “Anaconda” è un ibrido riuscito solo in parte di operazione nostalgia, action, animal horror e avventura, un mix divertente e leggero ma che non lascia il segno, scorre via con un buon ritmo (una delle cose migliori del film) che non annoia mai, fra inseguimenti nella jungla, sparatorie, e fughe col serpentone alle calcagna il film crea un mix fra generi diversi ma mentre il vecchio Anaconda (col quale comunque ha poco senso fare paragoni) era un mix di avventura e animal horror questo nuovo film mette sul piatto un elemento estraneo: la commedia. Infatti l’elemento comedy rende questo capitolo una cosa a parte, rende tutto un po’ troppo parodico, si ride e anche spesso fra battute, gag e situazioni improbabili e rocambolesche dove alla fine fanno anche piccole parti le vecchie glorie
dell’Anaconda targato Llosa: Jennifer Lopez e Ice Cube in un gioco meta cinematografico in bilico fra nostalgia e omaggio in parte riuscito e in parte stucchevole. Il film è pieno di citazioni anni ’80-’90 a partire dalla locandina del vecchio Anaconda del ’97, continuando col poster di “Inferno” di Argento passando per la sigla di Dawson Creek e altre gradite citazioni dal passato, tuttavia nel tentativo di ingraziarsi i vecchi fan si va fuori strada proponendo un film che ha poco a che fare con quello vecchio, contemporaneamente si cerca un continuo richiamo a film, e serie anni ’80-’90 che difficilmente sono nel cuore delle nuove generazioni rimanendo così in un limbo senza accontentare davvero i vecchi fan e dando alle nuove generazioni una sorta di versione scanzonata dell’Anaconda dei tempi che furono. La parte comica tende spesso a prendere il sopravvento, fra le migliori “gag” troviamo la sequenza del serpente tritato dal motore a
elica e il conseguente funerale, ma nonostante si rida e ci si diverta con le sequenze action l’aura parodica è sempre dietro l’angolo. Certo è che non si poteva fare un copia incolla delle atmosfere del vecchio film, era d’obbligo cercare altre strade, battere nuovi lidi ma il rischio di stravolgere tutto è presente e si vede chiaramente proprio questa intenzione nel modo in cui la vicenda è strutturata. Paul Rudd col suo Griff è l’emblema di tutti gli aspetti del film in quanto le sfaccettature del suo personaggio (il migliore amico per la vita) racchiudono tutti gli aspetti dell’opera: uomo qualunque in cerca di riscatto, il personaggio che fa ridere e divertire ma anche pronto all’azione diventando il final hero che risolve la situazione, un personaggio sfaccettato che fa ridere (un po’ come tutti gli altri del resto…) ma che ha anche un lato action che emergerò tutto nella seconda parte in modo ovviamente poco realistico. “Anaconda” 2025 è un film completamente diverso, un’operazione nostalgia in bilico fra l’avventura e la commedia venata di animal horror che parla alle vecchie generazioni con con continui rimandi a film e serie del passato ma paradossalmente nella sostanza si rivolge al pubblico dei nostri giorni rendendo difficile capire che vuole accontentare davvero.
