
REGIA: SHANE DAX TAYLOR
ATTORI: DOMINIC PURCELL, NICHOLAS REED, MATTEW HELDERMAN, GEZA DECSY
REPERIBILITÀ: ALTA
GENERE: THRILLER
ANNO: 2015
“Isolation” è un thriller del regista produttore americano Shane Dax Taylor, (“The best man”, “Close range”, “finchè morte non ci separi” si tratta di un regista molto attivo nell’ambito dei B movie che nel 2015 ci regala questo piccolo thriller di non molte pretese. Creighton e Lydia sono una coppia in crisi che si concede una vacanza alle Bahamas per cercare di ricucire il rapporto dopo il tradimento di lui ma sull’isola faranno conoscenza di pericolosi sociopatici all’apparenza normali. Dopo un breve antefatto comincia la vicenda, fra sequenze trascurabili e una certa superficialità dei dialoghi restiamo in attesa che la vicenda prenda il volo ma la sensazione di assistere ad un B movie televisivo è abbastanza forte.
Solo dopo più di mezz’ora il film comincia a far intravedere sviluppi minimamente interessanti, le situazioni sono spesso telefonate, si capisce al volo l’evolversi della (prevedibile) storia che ha solo qualche guizzo minimamente originale consistente solo in qualche falsa pista per lo spettatore. Nel cast troviamo come co protagonista il britannico Luke Malby (“un principe tutto mio”, “The ghost writer”) che interpreta l’uomo medio con tutte le sue debolezze e piccoli punti di forza, Stephen Lang (“Mèn in the dark”, “Sisu il vendicatore”, “Avatar”) William una sorta di attempato avventuriero che confonderà lo spettatore coi suoi atteggiamenti ambigui, un attore abbastanza quotato e uno dei migliori acquisti da impiegare in questo filmetto. Dominic Purcell (“Blade”, “prison breack”) è un buon attore e qui è uno dei pochi punti di forza del film anche se il suo personaggio (come la
maggioranza) è poco credibile e con un background non molto definito (chi era davvero? perchè si comporta così? I suoi disturbi maniacali da dove provengono?). La regia di Tayolr è abbastanza televisiva ma almeno un gradino sopra i prodotti tv che passano mediamente sotto i nostri occhi, la fotografia è pulita ma troppo patinata e poco incisiva, si tratta di uno dei tanti thriller di serie B che vengono ogni anno sfornati senza sosta e destinati al mercato tv-home video, vengono comprati a pacchi per le reti televisive e fungono spesso da riempitivo pomeridiano, ecco “Isolation” è di poco superiori a questi prodotti. La sceneggiatura è semplice e la trama risulta prevedibile, con alcuni semplici “binari morti” messi li tanto per ingannare un po’ lo spettatore ma anche quelli funzionano poco. C’è un abbondanza di situazioni e sequenze noiose e sostanzialmente poco utili soprattutto nella parte iniziale del film dove i personaggi principali entrano in scena, “Isolation” non vuole e non riesce a staccarsi dalla mediocrità, non c’è inventiva, non c’è alcuno sforzo di creare un ‘opera originale, è un film da riempitivo che si guarda distrattamente perchè incapace di catturare davvero l’attenzione degli spettatori restando in un limbo di mediocrità, non inguardabile da essere un disastro ma neppure interessante, un thriller di serie B-C che scorre via in modo anonimo e prevedibile girato in salsa esotica grazie ai paesaggi delle Bahamas.

