VENERDI 13 – L’ASSASSINO TI SIEDE ACCANTO

REGIA: STEVE MINER

ATTORI: AMY STEEL, JOHN FUREY, KRISTEN BAKER

REPERIBILITÀ: ALTA

GENERE: SLASHER

ANNO: 1981

“L’assassino ti siede accanto” è il secondo film della fortunatissima e storica serie “Venerdì 13″ inaugurata dal primo episodio diretto da Sean S. Cunnigham, in questo sequel troviamo alla regia Steve Miner il quale avrà l’onore di dirigere anche il successivo episodio “Weekend di terrore” del 1982. Miner è un regista che si è confrontato diverse volte col genere horror: “Chi è sepolto in quella casa”, il piccolo cult “Warlock”, “Halloween 20 anni dopo”, il buon B movie animal horror “Lake placid” e il remake de “Il giorno degli zombi” di Romero. Questo secondo capitolo è l’inizio del mito di Jason, l’iconico assassino non morto armato di machete che indossa una maschera da Hockey, (ma non in questo film, sarà dal successivo terzo episodio che indosserà la maschera da hockey) ci spostiamo quindi dalle atmosfere thriller-slasher del primo film per approdare all’horror-slasher che caratterizzerà in seguito tutti gli altri episodi.  Pochi mesi dopo la mattanza a Crystal lake un nuovo gruppo di ragazzi affittano una struttura adibita al camping vicino a quel luogo dalla nomea ormai funesta per farne un campo di istruttori. Jason vien presentato come una leggenda metropolitana da narrare la sera vicino al fuoco raccomandandosi di restare lontani da Crystal Lake. Ovviamente non tutti seguiranno l’avvertimento e Jason si rivelerà tutt’altro che una nera favoletta. Il film contiene all’inizio diversi flashback (giusto per informare coloro che non hanno visto il primo episodio) sugli accadimenti avvenuti a Crystal Lake e su come questi fatti stiano ancora minando la stabilita psico-emotiva della protagonista Alice Hardy(Adrienne King ). Se guardiamo con attenzione questo film capiamo come possa essere diventato caposcuola di un intero sottogenere horror, sembra proprio contenere tutti gli elementi che altri film imiteranno sulla scia del suo successo: jumpscares nel posto giusto, un killer carismatico e un gruppo di personaggi che vengono fatti fuori uno per uno. Troviamo anche diversi personaggi stereotipati come le ragazze bellocce e e superficiali, il fighetto, il matto del paese ecc… la sceneggiatura di R. Kurtz ci mostra la graziosa Ginny (Amy Steel) e il suo fidanzato Paul che creano  un vero e proprio corso per istruttori al campeggio dove una sera raccontano la storia di Jason e delle sua folle madre, tutti la prendono come una storiella ma dovranno ricredersi sulla realtà della figura del terribile Jason. Ogni personaggio ha il suo spazio e la tensione sale in modo graduale e costante, Jason spesso aleggia intorno ai ragazzi come una presenza, c’è qualche nudo per eccitare i ragazzini e degli effetti artigianali a budget basso comunque un po’ sanguinolenti e funzionali.  Ci sono diverse riprese in prima persona per sottolineare il modus operandi del mostro, una serie di riprese messe in atto per aumentare la tensione, “L’assassino ti siede accanto” è uno slasher-horror per far divertire gli adolescenti dell’epoca invecchiato abbastanza bene e che rivediamo sempre con piacere nonostante alcuni inevitabili “segni dell’età” dovuti agli effetti abbastanza rozzi ma resta appunto un film invecchiato come un buon vino che fa sempre piacere sorseggiare. John Furey è l’atletico Paul un ragazzo belloccio e circondato da ragazze che cerca di fare un po’ l’eroe della situazione, attore impiegato in serie tv come “Tracker” e “La valle dei pini”e “Jarod il camaleonte”. Mentre Stuart Charno è il simpatico Ted un ragazzo simpatico che è un po’ la spalla di Paul, è il classico sfigatello i personaggi offrono un panorama adolescenziale abbastanza vario e sono ben caratterizzati. Si tratta di un film dalla sceneggiatura semplice e lineare con un ritmo che cresce progressivamente con l’aggiunta di gradevoli scene splatter dagli effetti artigianali ma che non scadono mai nel trash. La regia di Miner è semplice ma con alcuni guizzi come gli azzeccatissimi jumpscare quali  il machete in faccia al ragazzo paralitico o il nostro Jason che afferra improvvisamente la ragazza rompendo il vetro della finestra, una regia su livelli standard ma sufficiente per un prodotto slasher anni ’80.  Si tratta di un film che ha fatto scuola ed epoca grazie al suo ritmo incalzante e al suo iconico assassino che in definitiva si tratta di uno zombi mascherato che uccide in maniera brutale e senza emozioni, una macchina per uccidere inarrestabile come inarrestabile sarà il successo della serie dei “Venerdì 13”.

 

Leave a Comment

Inizia a digitare e premi Enter per effettuare una ricerca