NECROPHILE PASSION: RECENSIONE DI FEDERICO TADOLINI

NECROPHILE PASSION

 

La Unearthedfilms di Stephen Biro, si è sempre contraddistinta per la distribuzione di film davvero estremi, che difficilmente riusciremo a vedere in Italia, come la saga degli American Guinea Pig, i film di Phil Stevens, Jimmy ScreamerClauz, il bellissimo Thanatomorphose  ecc.

In mezzo ad un catalogo di tutto rispetto, e con edizioni davvero fatte benissimo, possiamo trovare anche questo medio metraggio di cinquanta minuti, Necrophile Passion di Tom Heidenberg.

Il film, ha come punto di riferimento, Nekromantik di Jorg Buttgereit, ricalcandone la trama e anche diverse scene.

Necrophile passion, ha una divisione in capitoli, e vede come protagonista un timido ragazzone, che durante un giro nei boschi, si imbatte in un cadavere di una ragazza, completamente nuda, e se in un primo momento, la tentazione è di chiamare il 112, invece giustamente se lo porta in casa, e inizia ad avere le prime pulsioni sessuali, stuprando letteralmente la povera salma.

Queste scene, dovrebbero essere morbose, ma invece il regista indugia veramente troppo sul viso e sulle espressioni del protagonista, interpretato da Gunther Brandl, e quello che scappa, è una risata assurda.

Infatti il comico involontario, purtroppo è uno dei motivi ricorrenti della pellicola, ovvero anche i litigi con la compagna, sono al limite della parodia, e per tutti i cinquanta minuti, il regista cerca di rincorrere il film maledetto di Buttgereit, senza aggiungere mai niente di nuovo al suo film, compreso il finale, copiato pari pari.

Quindi, lo spettatore dovrà aspettarsi i soliti clichè, ovvero sesso con il cadavere che non è nemmeno realizzato male, squallidissime scenografie, per un film ambientato in due location: il bosco e dentro la stanza di casa. I tempi sono dilatati in maniera assurda, ovvero di questi cinquanta minuti, almeno venticinque dal mio punto di vista sono veramente di troppo, la musica soft che dovrebbe dare un pathos drammatico alle vicende, stona completamente, rendendo il climax ancora più pesante per lo spettatore.

Gli effetti speciali invece seppur molto artigianali, sono da salvare, ovvero il cadavere, gli squarci, le automutilazioni, il regista senza ricorrere a fuori campo strategici, si concentra proprio su questi dettagli gore.

La fotografia sporca, il modo di girare in stile s.o.v anni ottanta, mescolato alle tematiche xxx e una certa violenza, inserirebbe sicuramente questo Necrophile passion, in quella categoria di film marcissimi e malsani che uscivano negli anni ottanta, avevano un loro pubblico e spesso venivano allegati a fanzine e a giornali dell’epoca. Non possiamo però dimenticare che il film di Heidenberg è del 2013.. ovvero veramente fuori tempo massimo!!!.

Prossima settimana, proseguirò nel territorio xxx del cinema Horror Porn Extreme, con il film Sexandroide  di Michel Ricaud.

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