LA FINE DI OAK STREET

REGIA: DAVID ROBERT MITCHELL

ATTORI: EWAN McGREGOR, ANNE HATAWAY, CHRISTIAN CONVERY

REPERIBILITÀ: ALTA

GENERE: FANTASTICO

ANNO: 2026

A distanza di otto anni dal suo ultimo film : “Under the silver lake” David Robert Mitchell (“It follows”) decide di celebrare gli anni’80 con “La fine di Oak street“, la famiglia Platt sta attraversando un momento di crisi Denise (Anne Hataway) e suo marito Greg (Ewan McGregor) stanno attraversando un periodo non facile, Greg dopo aver perso il lavoro cerca di guadagnare qualcosa portando pizze a domicilio mentre la moglie sta scrivendo un romanzo che sembra pesantemente autobiografico e getta nubi sulla famiglia e sul loro rapporto. Audrey (Maisy Stella) e Brian (Christian Convery) intanto vivono la oro adolescenza con tutti i classici problemi che comporta. Ben presto nella cittadina si verificherà un fatto fuori dal comune, sotto una cupola gran parte delle territorio verrà trasformato in un ambiente preistorico pieno di dinosauri minacciosi dopo che la zona è finita sotto una strana cupola. Il buon cast include il famoso Ewan McGregor qui nella parte del padre di famiglia in difficoltà economica un personaggio che incarna l’uomo comune con i suoi problemi quotidiani, (forse un personaggio un po’ banale) un uomo buono dall’animo trasparente e senza ombre che si trova in una situazione molto più grande di lui e cerca di far fronte come meglio può. Anne Hataway è la moglie che dopo la tremenda esperienza ritroverà la serenità col marito ed anche un inaspettato successo letterario e non solo diventando non una final girl ma una vera eroina di tutti i giorni. Mitchell decide di dare una forte impronta anni ’80 al suo film, a partire dalla data di ambientazione: 1981, c’è un continuo rimando (soprattutto nella prima parte) agli ’80, negli arredi delle case, nei posters presenti nelle camerette dei ragazzi, nelle BMX che usano, nella musica ecc… ma quella del revival di quegli anni non è più una novità assoluta, è una tendenza che negli ultimi anni ha preso molto campo in ambito cinematografico (basti pensare alla serie “Stranger things”) e questo film non fa eccezione. Nonostante la sua trama risicata il film (a cura dello stesso Mitchell) il film intrattiene a dovere entrando ben presto nel vivo dell’azione, se la trama è davvero poco articolata a compensare questa mancanza ci pensa una massiccia dose di azione. I dialoghi sono leggeri e diretti e altro non potevamo certo aspettarci in un film del genere, un concentrato di action  survival in salsa action-fantastica fatto di fughe da pericolosi dinosauri, barricamenti in casa, fughe a bordo di auto che vengono poi distrutte dalle bestie preistoriche. Tutto ciò è condito da inserti quasi fantasy  come la cupola che trasforma in jungla una parte della città e la sfera interdimensionale, vero e proprio “gate” fra i mondi che permette una precipitosa fuga. Si tratta di un film assolutamente commerciale tendente ad essere un blockbuster ben fatto ma non originalissimo che ricorda vagamente in certi inseguimenti  “Jurassic park” (e per i continui scontri uomini vs dinosauri) con effetti speciali molto convincenti a cura della Industrial light and magic, Talvolta si cercano dei non molto convincenti siparietti comici come la foto del protagonista davanti ai dinosauri che fanno sesso, momenti francamente evitabili messi forse come riempitivo e alleggerimento. La regia di Mitchell è perfetta ma non cerca quasi mai soluzioni originali limitandosi ad essere la cornice perfetta per un blockbuster che deve sbancare al botteghino e intrattenere senza troppi fronzoli, e in quest’ultimo intento il film riesce pienamente nel suo intento, scorrendo via bene fra una ridda di action ben girato di alto livello, un minestrone commerciale ma divertente.

 

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