
REGIA: KITAO SAKURAI
ATTORI: ANDREW KOJI, CALLINA LIANG, ROMAN REIGNS, CURTIS JACKSON, JASON MOMOA
REPERIBILITÀ: ALTA
GENERE: ACTION, ARTI MARZIALI
ANNO: 2026
Il torneo di arti marziali più famoso degli anni ’90 è tornato finalmente nelle sale cinematografiche dopo il poco esaltante “Street fighter-sfida finale” del 1994 di Steven E. De Souza e questo ritorno dopo ben 32 anni è davvero in grande spolvero. L’ambientazione è anni ’90, dopo aver sconfitto Sagat, Ryu ha appreso la tecnica del “dark hado” attirando lo spirito malevolo chiamato Hakuma che uccide il vecchio maestro Gouken. Quest’ultimo era il mentore di Ken Masters e Ryu che decide di lasciare il mondo del combattimento e delle arti marziali ritirandosi come venditore ambulante di zuppe. In seguito il dittatore Bison organizza un secondo torneo mondiale per far uscire Ryu allo scoperto, l’agente Chun -li sotto copertura
cerca vendetta contro Bison per l’omicidio di suo padre facendosi reclutare dal suo acerrimo nemico nel tentativo di colpirlo poi a tradimento (visto che all’epoca dei fatti era solo una bambina e lui non la riconosce) ella quindi se ne va per il mondo in cerca di lottatori da arruolare nel torneo, ma il folle Bison è in cerca di una potente energia da accumulare per diventare più potente che mai e certamente la tecnica “hado” di Ryu è ciò che farebbe al caso suo. “Street…” spiazza inizialmente lo spettatore partendo come un cartone animato fatto molto bene, e con lo scorrere della pellicola ci rendiamo conto che quel modo di presentarsi non era solo una bizzarra intro ma una vera cifra stilistica scelta dal regista che torna in modo costante nel film creando un interessante contrasto film/cartone. Sicuramente è vero che non è facile fare un film su un videogioco (soprattutto su un picchiaduro) mantenendo un minimo di coerenza narrativa e in questo il film di Sakurai ci riesce in parte ma trascinandosi dietro alcune incoerenze e qualche buchetto come nel caso dell’emergere del demone Akuma che sembra una cosa un po’ campata in aria, una sorta di “lato oscuro” di altrettanto oscura provenienza narrativa. Ma a pensarci bene non è facile neppure dare il giusto spazio ad ogni personaggio tirato in ballo, e anche qui il film ci riesce in parte, personaggi come Ken e Ryu sono abbastanza approfonditi, Honda è semplicemente funzionale all’evolversi della sceneggiatura, ma altri come il forzuto Zangief e
tutto sommato anche Balrog sono poco inseriti nell’utilità narrativa rimanendo poco più che personaggi secondari (come l’inutile Joe ripescato addirittura dal primo videogame). Sicuramente siamo distanti anni luce dal primo film datato 1994 che deluse alquanto le aspettative, che invece il film di Sakurai ripaga in misura medio/larga, ma d’altra parte non siamo davanti neppure ad un filmone da cinque stelle. “Street…” è un buon film che diverte e intrattiene, un blockbusterone divertente e che non si prende troppo sul serio con personaggi e dialoghi molto spesso sopra le righe, dalla sceneggiatura non molto articolata che punta tutto sulla spettacolarità della messa in scena, e su un’ironia talvolta un po’ forzata. La regia di Sakurai mostra combattimenti veloci ma a mio avviso non caotici (come invece altri recensori hanno etichettato) con colori molto vivi che sottolineano l’origine “da sala giochi” del film, con un mood anni ’90 non stucchevole ma piacevolmente retrò che però fa un po’ a pugni con altri elementi contemporanei. Nel cast troviamo il rapper 50 Cent nel ruolo di Balrog un ruolo decisamente azzeccato dove il rapper sembra a suo agio, Noah Centineo (“The recruit”) offre una discreta prova attoriale volutamente sopra le righe nei panni di un karateka fuori di testa, contraltare perfetto per il Ryu interpretato da Andrew Koji che incarna lo spirito meditativo e classico delle erti marziali, creando un prevedibile ma frizzante contrasto con il caotico
Ken. Il cattivone Mr. Bison incubo di ogni giocatore che giungeva al livello finale è interpretato da Dave Dastmalchian, (“Il cavaliere oscuro”, “Ant-man”) il suo è un personaggio orientato al male assoluto, ma il più delle volte riesce invece ad essere un cattivone da fumetto o appunto da blockbuster sopra le righe ma a mio avviso va bene così, d’altronde in un film tratto da un videogioco ci può stare che molti personaggi abbiano un’aura da fumetto. Ed in quest’aura appena citata si inserisce pienamente Blanka interpretato dal divo Jason Momoa, personaggio un po’ secondario il cui tocco in cg è forse un po’ eccessivo che però diverte con le sue acrobazie. Recensire questo film è più difficile di quello che apparentemente possa sembrare, perchè questo nuovo “Street fighter” si porta dentro molti elementi talvolta contrastanti, è un film commerciale ma con un’anima, sopra le righe ma divertente, con una sceneggiatura un po’ forzata ma che scorre bene non facendo pesare le sue due ore di durata, che pecca talvolta di poca caratterizzazione di alcuni personaggi (a cui forse darà spazio in un secondo capitolo?) e nel suo essere talvolta eccessivamente ironico. Ci si diverte a patto di stare al gioco e non pretendere troppo a livello di sceneggiatura e coerenza narrativa.
