
REGIA: JAMES ASHCROFT
ATTORI: ROBERT DeNIRO, MICHELLE MONAGHAN, MICHAEL KEATON
REPERIBILITÀ: ALTA
GENERE: THRILLER/SOPRANNATURALE
ANNO: 2025
La detective Amanda ritrova un cadavere di un ragazzo mentre sta cercando Neil Spencer un altro bambino scomparso nel nulla, la scena del delitto e il modus operandi ricordano Frank Carter, un serial killer arrestato anni addietro dal detective Pete Willis. Il killer amava dialogare con le sue vittime prima di ucciderle registrando tutto per poi inviarlo sadicamente alle famiglie delle vittime, Amanda allora decide di ricorrere all’aiuto di Pete. Chi è il nuovo killer? Un semplice emulatore? Perchè ora prende di mira proprio lo scrittore vedovo Tom Kennedy e suo figlio? Tratto da un romanzo di Alex North, “Whisperman” è un buon thriller dalle sfumature psicologiche ed un tocco di soprannaturale, il cast è ottimo, troviamo De Niro nei panni di un detective in pensione, si tratta di un altra grande interpretazione da aggiungere alla sua lunghissima serie di successi, il suo è un personaggio che deve ricucire il rapporto col figlio diventando la spalla insostituibile del protagonista. Michelle Monaghan (“Mission impossible 3”, “True detective”) veste i panni di una detective
determinata, un po’ di ghiaccio, un personaggio forte ma non aggressivo, Michael Keaton è Frank Carter un personaggio determinante nella sceneggiatura, personaggio dalle molte sfaccettature, serioso, ottimamente interpretato da Keaton che è completamente calato nella parte. Quest’ultimo è uno schizoide, Keaton con questo borderline ci offre un’interpretazione di ottimo livello, in questo thriller si inserisce anche una piccola componente soprannaturale ben integrata col resto, che emergerà soprattutto nel finale, un elemento quindi marginale ma funzionale. La sceneggiatura di Ben Jacoby e Chase Palmer è ottima, i dialoghi sono ben costruiti e mai banali, si tratta infatti di un film in cui i dialoghi sono presenti in abbondanza senza risultare pesanti, dialoghi che scavano bene nella psicologia dei personaggi. I temi affrontati nel film sono: i rapimenti di bambini, la pedofilia e le tare ereditarie, la follia che si tramanda come un mordo di padre in figlio, “Wisper…” è un thriller di
fattura elegante, un ottimo cast, il protagonista assiste alla disgregazione della sua quotidianità è un tormentato eroe di tutti i giorni. La regia si muove sempre consapevole die propri mezzi, sempre sobria ed elegante i due protagonisti (padre e figlio) si ritrovano e si scontrano creando un contrasto interessante che dà vita ad una scricchiolante alleanza che si salderà pian piano facendo crescere i personaggi. Il nipotino che scompare rappresenta il punto di incontro di queste due polarità opposte che si uniscono per riprendersi una cosa comune, anche la casa dove si svolge parte della vicenda tende ad assumere i connotati di un personaggio, essa è passata di mano in mano cambiando spesso proprietario, anche la casa ha una storia torbida, invece di essere un porto sicuro è diventata un lazzeretto per anime tormentate che rischia di essere invaso da un nemico esterno quasi invisibile ma assolutamente reale. Essa diventa anche una incubatrice per i disagi psichici del bambino che si crea degli amici immaginari con cui parla, ma Ashcroft sa bene come tenerci sul filo del dubbio se effettivamente si tratti o meno di fantasie infantili oppure ci sia dietro qualcosa di più. Il film ha un andamento piuttosto lento e riflessivo che aumenta il senso del mistero costringendo lo spettatore a riflettere sulla vicenda e sulle dinamiche fra i personaggi, fra questi c’è l’interessante personaggio del collezionista schizzato di cimeli relativi ai serial killer interpretato da Hamish Linklater (“Midnight mass”, “I fantastici 4”) personaggio interessante laido e borderline, ma anche a suo modo finemente malvagio. Un thriller girato benissimo che tratta tematiche forti come la violenza sui minori, la pedofilia, e i rapporti famigliari degenerati e non solo, consigliato.
