REGIA: RENNY HARLIN

ATTORI: VIGGO MORTENSEN, CHELSEA FIELD, LANE SMITH, LINCOLN KILPATRICK

REPERIBILITÀ: BASSA

GENERE: HORROR CARCERARIO

ANNO: 1988

DISTRIBUZIONE ITALIANA: NON SPECIFICATO

MOMENTI CLOU: 1) LA CUPA ESECUZIONE INIZIALE

2) IL DETENUTO TRAFITTO DAI TUBI

3) LA SCENA DEL CADAVERE CHE PIOMBA SULLA MENSA

4) LA SEQUENZA DEL FILO SPINATO CHE SI ANIMA

 

Renny Harlin è un regista di origini finlandesi, a cui dobbiamo la realizzazione del piccolo cult “Cliffhanger” (che penso tutti abbiano visto…) dove Stallone ci mostra come scalare una montagna in canottiera ad una temperatura sotto zero, senza prendere neppure un raffreddore. Questo “The Prison” è un horror carcerario del 1988, poco noto al pubblico italiano, nel quale troviamo un giovane Viggo Mortensen come protagonista. Harlin è stato definito un regista qualitativamente altalenante tuttavia i suoi film non mi dispiacciono affatto anzi li ho sempre apprezzati per l’alta dose d’azione e divertimento allo stato puro, un regista che è rimasto fedele al cinema di genere dirigendo quasi sempre film d’azione e qualche horror. L’idea iniziale di unire il filone carcerario all’horror non era male, tuttavia non sempre il mix è ben bilanciato in quanto il film troppo spesso fà pendere l’ago della bilancia sul genere carcerario e non sull’horror. La scenografia consistente nel vecchio carcere fatiscente è cupa ed azzeccata soprattutto nella sequenza in cui Katherine si fà un giro da sola nel carcere da ristrutturare, facendoci ammirare pavimenti sporchi, anfratti bui e celle vuote, un luogo ideale per l’incontro con Sharp il diabolico direttore che cercherà sempre d’intralciarla. Come ho detto poco fa il film tende un po’ troppo spesso verso il genere carcerario, infatti troviamo molte situazioni “classiche” di questo GENERE: risse tra detenuti, tentate evasioni, guardie stronzissime ed un direttore psicopatico. La trama vede Katherine un giovane membro del consiglio discutere sulla costruzione di un nuovo carcere e scontrarsi con le idee degli altri membri e la mancanza di fondi. Si decide allora di rimettere in piedi un vecchio carcere in disuso dal 1968, affidando la direzione al sadico Sharp che ha la fama di essere un direttore molto severo. Quando arriva il nuovo “carico” di detenuti assistiamo subito ad un tentativo d’evasione e faremo la conoscenza di Burke (Viggo Mortensen) il protagonista. Burke fà amicizia con Lasagna un detenuto d’origine italiana (interpretato da Ivan Kane che abbiamo visto in “Nato il 4 luglio”, “Sfida tra i ghiacci”, “Bound torbido inganno”, attore adatto a ruoli secondari). La prima vera sequenza horror (dopo venti minuti dall’inizio) la vediamo quando Burke va a fare un lavoro nei fatiscenti sotterranei dove si risveglierà una malefica presenza chiusa dietro il muro che dava sulla sala delle esecuzioni. Da qui in poi il carcere sarà infestato e tutti dovranno stare in guardia. Lo splatter è presente in diverse sequenze come quella in cui la cella di rigore diventa incandescente arrostendo un povero detenuto, o quando un prigioniero viene trafitto da tubi metallici posseduti che gli trapassano anche il cranio, ed infine quando il cadavere dell’evaso piomba sul tavolo della mensa orribilmente sfigurato. La migliore scena splatter a mio parere è quella del filo spinato che si anima stritolando una guardia in una scena abbastanza originale. Nonostante alcuni momenti morti, questo B movie potrebbe piacere sia agli amanti dei film horror che ai fruitori del genere carcerario, non un capolavoro ma un film anni ’80 che merita una visione.

 

Burke il protagonista

La cupa esecuzione iniziale

La malefica presenza

 

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