PREDATOR BADLANDS

REGIA: DAN TRACHTENBERG

ATTORI: ELLE FANNING, DIMITRIUS SCHUSTER KOLOAMATANGI, 

REPERIBILITÀ: ALTA

GENERE: FANTASCIENZA.AVVENTURA

ANNO: 2025

Dek è un giovane e poco combattivo Jautja che viene emarginato da suo padre e dal suo clan in quanto ritenuto troppo debole , ma giura di riuscire a catturare una belva feroce del pianeta Genna, una creatura che assume contorni quasi leggendari. Un giorno mentre suo padre ordina a suo fratello di ucciderlo in quanto indegno e debole,  il fratello disobbedisce e viene ucciso dal padre cosi Dek parte alla volta del misterioso pianeta. Una volta atterrato si rende subito conto che il pianeta è un luogo ostile, pieno di pericoli dietro ogni angolo, mentre si mette sulle orme della belva trova per caso un androide danneggiato proprietà della Weyland company. Il “Predator” stringerà un’insolita alleanza con l’androide danneggiato e mancante degli arti inferiori caricandoselo sulle spalle, insieme cercheranno di sopravvivere aiutandosi a vicenda. “Badlands” ci presenta Predator versione Disney, una versione meno cruda e violenta ma ricca di azione, il sangue talvolta non manca ma si tratta di sangue “finto” in computer grafica, ricreando una sorta di violenza “col freno amano tirato” la sceneggiatura è semplice e diretta, c’è il viaggio dell’eroe ma in questo caso la prospettiva è ribaltata in quanto il protagonista è un alieno appartenente a uno spietato clan che fà della forza e del valore il suo stendardo. Dek affronta il suo viaggio della maturità che lo cambierà radicalmente facendogli scoprire valori estranei alla sua cultura. Dek capirà il valore dell’amicizia, e il concetto che l’unione fa la forza, che gli amici da lui definiti “strumenti” sono invece preziosi alleati che ci aiutano a raggiungere i nostri scopi generando quindi una nuova visione della vita. Si sente abbastanza l’impronta della Disney soprattutto nella retorica che il film vuole trasmettere tuttavia il tutto scorre bene senza cadute di tono mantenendo il versante action sempre su buoni livelli, in epoca contemporanea anche il nostro predator si è “evoluto” secondo canoni più friendly e questo è un male per chi come quelli nati negli anni ’80 (ma anche prima…) i quali erano abituati a vedere il predator come un essere spietato senza compromessi, ma si sa, ormai il cinema diventa spesso veicolo di questo tipo di messaggi: non solo il più forte sopravvive ma anche i più deboli hanno i loro punti di forza, quindi quale migliore alleato ci può essere in questo contesto se non un androide da buttare? La fotografia è molto curata e cerca di sfruttare al massimo i paesaggi naturali e selvaggi, scenario ideale dove il predator è a suo agio da sempre, c’è un filo di humor che spesso fa capolino e che potrebbe certamente far storcere il naso ai vecchi puristi, e un altro messaggio (anti razzista forse?) che “Badlands” vuole far passare èc he ogni “clan” ha i suoi buoni e cattivi, il bene e il male lo troviamo quindi in ogni gruppo, nella sceneggiatura vi è l’alleanza di due deboli, due “scarti” , due reietti che devono dimostrare il loro valore agli occhi degli altri, poco importa se sia un clan di cacciatori o il “clan” di una cinica compagnia interessata solo al profitto. Più che su una trama articolata si punta sulla spettacolarità degli scontri e sull’aspetto del survival in un ambiente ostile in cui anche le piante e l’erba alta possono diventare dei pericoli ma se sapute sfruttare a dovere possono rivelarsi grazie all’ingegna anche preziose armi naturali da sfruttare in mancanza d’altro. Anche qui quindi troviamo il ribaltamento frutto dell’esperienza del viaggio dell’eroe, prima è l’ambiente a dominare Dek, poi egli sfrutta l’ambiente a suo favore e grazie al suo nuovo “clan” composto da veri amici riesce nell’impresa. Elle Fanning è l’androide semi distrutto e col suo volto angelico riesce bene a rendere l’idea di un essere debole sperduto in un pianeta pericoloso, mentre la parte del protagonista è affidata tutta alla fisicità di Dimitrius Koloamatangi ovviamente truccatissimo nella parte del Predator. Probabilmente “Badlands” non resterà nella storia ma riuscirà a divertire e intrattenere la maggioranza del pubblico grazie a una regia un po’ standardizzata ma capace e conscia dei propri mezzi in un film che fa diventare il nostro predatore una sorta di Predator 2.0 che somiglia però sempre più a una sorta di personaggio Marvel. 

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