LEE CRONIN – LA MUMMIA

REGIA: LEE CRONIN

ATTORI:  JACK REYNOR, LAIA COSTA, MAY CALAMAWY, NATALIE GRACE

REPERIBILITÀ: 

GENERE: ESORCISTICO

ANNO: 2026

Cronin ci aveva già deliziato con discreti film come “Hole-l’abisso” e “La casa-il risveglio del male” la sceneggiatura di “La mummia” (ad opera dello stesso Cronin) ha come protagonisti la famiglia Cannon composta dal padre Charlie, sua moglie Larissa e tre figli. Un giorno la figlia Katie viene attirata da una megera conosciuta in zona con l’appellativo di “la maga”  coi suoi dolcetti preferiti. Dopo un inseguimento durante un tempesta di sabbia il padre perde le tracce della misteriosa fattucchiera e della bambina. In seguito la famiglia si trasferisce in Messico dove un aereo precipita a bordo vi era un misterioso sarcofago, alcuni archeologi lo aprono e scoprono al suo interno una bambina: Katie. La famiglia viene subito avvertita e si precipitano a recuperarla. La ragazza ha un aspetto terrificante, fortemente emaciata e presenta segni di squilibrio psichico, la famiglia rifiuta ulteriori cure mediche n ospedale preferendo accudirla in casa. Sarà l’inizio di un incubo di possessione estrema e terrificante.  “La mummia” è un discreto film esorcistico che sfrutta la variante dei demoni egizi al posto dei soliti “diavoli” della religione cattolica, Cronin gira con mano sicura un esorcistico come non se ne vedevano da tempo e pur non essendo un capolavoro si tratta sicuramente di un film che lascerà un segno per quanto riguarda il genere esorcistico facendo venire voglia anche di una seconda visone. Si tratta di un film violento, brutale, oscuro, come d’altronde dovrebbe essere un esorcistico degno di questo nome, c’è un accenno anche al tema dei minori scomparsi, tema di scottante attualità che qui viene trattato in modo non banale con iniziali sospetti che ricadono sulla famiglia stessa che come dice l’ispettore deve essere il primo indiziato. Il minore in questo caso viene ritrovato ma totalmente trasformato nel corpo e nello spirito, il ritrovamento cessa quasi subito di essere motivo di gioia per trasformarsi in un incubo. Assistiamo a molte scene che sono un pugno nello stomaco, pelle avvizzita strappata via, denti che cadono, scorpioni mangiati vivi, e le classiche scene di levitazione e movimenti convulsi e “tarantolati” come da tradizione esorcistica. Il male è sempre presente e palpabile dall’inizio alla fine donando al film un’aura oscura e malsana, le scene in interni prevalgono nettamente, il male prende possesso dei corpi come fossero appunto sarcofaghi, quando uno di essi si esaurisce è opportuno trovare un altro “involucro”, ciò rende la vicenda un cerchio sempre aperto che si “chiude” con una scena che lascia presagire il continuum della “tradizione” facendo della vicenda una sorta di piccolo “ciclo“. I personaggi sono ben caratterizzati, nel ruolo del padre troviamo il convincente Jack Reinor (“Sing street”, “Midsommar”, “Transformer 4”) un attore convincente nel ruolo di un padre amorevole, mediamente coraggioso che si ritrova davanti alla classica situazione orrorifica fuori controllo e più grande di lui. May Calamawy è una coraggiosa poliziotta che è il personaggio portante del versante investigativo, quest’ultimo è un elemento originale e solitamente estraneo al genere esorcistico ma Cronin lo sa inserire benissimo nella vicenda rendendo l’aspetto investigativo il fiore all’occhiello del film che rende il tutto meno prevedibile. Dimenticatevi derive action o fantasy perchè in questa mummia di Cronin non le troverete affatto ma avrete a che fare con un horror duro e puro che non lascia spazio ai suddetti elementi e neppure a siparietti o battutine per alleggerire la tensione, Cronin gira spesso in interni e aumenta il senso di claustrofobia, un male oscuro e antico attanaglierà lo spettatore che avrà solo alcuni frangenti di respiro in mezzo a sequenze da brividi. Si tratta di un prodotto che cerca alcune soluzioni originali ad un genere ormai inflazionato da prodotti che si somigliano riuscendo (almeno in parte) a portare sullo schermo qualcosina di minimamente nuovo che se da un lato non  reinventa un genere almeno lo rivisita nella giusta maniera facendoci gustare un esorcistico che riesce nel non facile compito di spaventare davvero. Cronin si dimostra ancora una volta un regista capace di girare con mano ferma e professionale, con una filmografia piuttosto breve ma nella quale non ha praticamente mai toppato, già con “La casa- il risveglio del male” ci aveva mostrato quale fosse la sua visone dell’horror ovvero ritmo serrato e scene splatter estremamente crude e realistiche elementi che ritornano con gioia in questo nuovo lavoro. 

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