LA CASA DEL BUON RITORNO

REGIA: BEPPE CINO

ATTORI:  AMANDA SANDRELLI, STEFANO GABRINI, FRANCESCO COSTA, 

REPERIBILITÀ: MEDIO-BASSA

GENERE: THRILLER, FILM DI MISTERO

ANNO: 1986

“La casa del buon ritorno” è un film del regista Beppe Cino che solitamente rientra nell’ambito del cinema d’autore ma nella sua filmografia troviamo anche questo thriller-drama scritto, diretto e prodotto dallo stesso Cino. La trama vede Luca (Stefano Gabrini) e Margit (Amanda Sandrelli) tornare in una vecchia e sinistra casa dove Luca ha passato la sua infanzia. Poco dopo ritrova una vecchia conoscenza, una misteriosa donna vestita di nero che inizierà a seguirlo, chi è questa misteriosa presenza? Quali oscuri ricordi riaffioreranno nella vecchia casa? “La casa…” è un modesto mystery-thriller di metà anni ’80 dall’andamento lento e riflessivo, i movimenti di macchina sono quasi sempre lenti, la fotografia risulta abbastanza anonima e la vicenda nel suo insieme stenta a decollare nonostante ci sia talvolta un’atmosfera dilatata e vagamente onirica abbastanza interessante.  Il film però nonostante alcune buone promesse si accartoccia su se stesso diventando un confuso ibrido drama thriller senza una direzione precisa vagando fra autorialità e un ‘aura in certi frangenti vagamente onirica appesantita da dialoghi piuttosto tediosi e una gradevole e variegata colonna sonora curata da Carlo Silotto. Cino si è cimentato un altra volta col cinema di genere (cosa che col film in questione ha fatto solo in parte) col thriller erotico (come andava di moda in quegli anni) “Fatal temptation” per il resto come ho detto si tratta principalmente di un regista molto autoriale che solo in alcune occasioni ha toccato i lidi del nostro amato cinema di genere. La Sandrelli interpreta una giovane donna dando l’idea di una spensieratezza frivola che dovrà fare i conto col passato oscuro e dimenticato del compagno interpretato da Stefano Gabrini attore e regista che dirigerà in seguito l’horror “Il gioco delle ombre” nel 1991. Talvolta la recitazione risulta un po’ sopra le righe con dialoghi a volte un po’ forzati, è un film dove troviamo un sacco di introspezione psicologica e simbolismi come la vecchia maschera giapponese raffigurante un demone (oni) oscuro che tormenta il protagonista e rappresenta un passato morto ma che ritorna prepotentemente a galla per tormentarlo. Si tratta di un film dall’andamento lento in cui il protagonista subisce un vero e proprio percorso catartico, però talvolta la noia e i tempi morti prendono il sopravvento anche sulla raffinatezza autoriale facendo diventare certe parti inutilmente prolisse. Sinceramente non saprei a chi consigliare questo film, forse è pane per i denti di coloro che cercano un film autoriale dai toni oscuri e introspettivi, sicuramente gli amanti dell’horror thriller più puro e sanguinolento si annoieranno a morte. Il film è rimasto inedito per il mercato dvd per molto tempo finchè la coraggiosa Tetrovideo ne ha fatto una bella edizione (che adesso credo sia esaurita) un’ottima operazione di recuprero per un film atipico e dimenticato.

 

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