DRACULA L’AMORE PERDUTO

REGIA: LUC BESSON

ATTORI: CALEB LANDRY JONES, MATILDA DE ANGELIS, CHRISTOPH WALTZ 

REPERIBILITÀ: ALTA

GENERE: GOTICO-VAMPIRE MOVIE

ANNO: 2025

 

Un altro Dracula nel 2025? Probabilmente è questa la domanda che molti spettatori si sono posti quando hanno visto il trailer del nuovo film di Besson, c’era davvero bisogno di un’altra versione del vampiro transilvano? Io rispondo dicendo dipende, se si tratta come in questo caso di una rivisitazione che sposta l’accento sul lato romantico della vicenda e il tutto viene fatto bene e con grande impegno allora forse si. Il Dracula di Besson porta nel sottotitolo “a love tale” il suo intento principale ovvero restituirci il lato più gotico-romantico del personaggio di Bram Stoker, come fece d’altronde (e in modo superbo) la versione di Francis Ford Coppola del 1992, la sceneggiatura ricalca piuttosto fedelmente la storia di Stoker mettendo in scena l’amore fra Vlad principe di Valacchia chiede prima di partire per la guerra contro gli ottomani una preghiera di protezione al vescovo in quanto si ritiene servo di Dio. Ma mentre la battaglia volge al termine e Vlad e il suo esercito sono vincitori la bella Elisabeta muore fra le sue braccia. Come da tradizione Vlad rinnegherà quel Dio da lui servito con onore e maledetto dall’altissimo sarà condannato a un’esistenza di solitudine. Il principe transilvano si chiuderà sempre più in se stesso e nel suo lugubre castello, poi inizierà a dedicarsi alla ricerca della reincarnazione della sua amata che giungerà a una svolta in modo inaspettato. Quello di Besson è un Dracula interpretato magistralmente da Caleb Landry Jones (“Dogman”, “I morti non muoiono”) qui impegnato a portare in scena un vampiro romantico e malinconico, il Dracula di Besson è un essere sofferente, solo, che si contorce e dispera sulla tomba fredda dell’amata, che arriva addirittura a sfasciare la bara dopo secoli per trovare un misero conforto nel palpare la polvere che è l’unica cosa rimasta dell’amata. C’è una grande cura nella fotografia come la scena notturna e la luce che si accende dietro la vetrata o quando le suore si accalcano inebriate dalla fragranza del vampiro formando una bianca piramide umana ecc… sono molte le sequenze in cui traspare questa cura per la fotografia e la composizione della scena con colori caratterizzanti. Un elemento di novità è costituito dalla fragranza profumata frutto di viaggi ed “esperimenti” con la quale il nostro non morto diventa irresistibile alle donne, elemento che in alcuni casi però si rivelerà anche un arma a doppio taglio dato che certificherà la sua presenza. Il film di Besson può ricordare in diversi aspetti il Dracula di Coppola c’è lo stesso mood di portare in scena un Dracula romantico e la stessa cura nella ricerca di scenografie elaborate ed eleganti, ma il vampiro di Besson paradossalmente non ama il sangue, pare invece esserne schiavo, una cosa di cui farebbe a meno ma non può per cause di forza maggiore, in primis per ritornare il giovane attraente che era al posto dell’incartapecorito vecchio che abita nel castello. abbiamo un’ottima Lucy, (Matilda De Angelis) un’assatanata, una devota seguace del “maestro” incatenata in un ospedale psichiatrico, personaggio lascivo e borderline. Mina invece è un personaggio abbastanza sfaccettato amante insaziabile nella sua prima incarnazione poi futura sposa dubbiosa la cui fedeltà comincia a vacillare ed infine il ritorno all’essere un amante devota fino alle estreme conseguenze. Il classico Van Helsing è qui “sostituito” da un prete esorcista piuttosto combattivo che dispensa consigli e prende parte alla spedizione al castello contro il conte, il personaggio Renfield sembra essere il “grande assente” ma tuttavia qualcosa doveva pur essere modificato quindi va bene così. “Dracula” è un film elegante in cui fa capolino di tanto in tanto anche un filo di ironia, e anche un po’ di crudo splatter (la testa tagliata con la sciabola per esempio…) ma sempre senza eccedere, tutto sempre elegantemente bilanciato. Questo Dracula è un malinconico principe il cui spirito guerriero però si risveglia spesso facendolo diventare all’occorrenza anche un cavaliere pronto a sfoderare la spada per farsi largo fra nemici più “moderni” armati di fucile, il suo è un castello imponente e ben tenuto, un gioiello gotico i cui interni sono bellissime e curate scenografie fatte di arazzi alle pareti, eleganti lampadari, saloni enormi con scalinate lunghe e gargoyle pronti a difendere il loro padrone a qualunque costo. I gargoyle sono uno dei piccoli elementi di novità che caratterizzano il film, un elemento estraneo al classico castello che semmai aveva solo alcuni di questi gargoyles e per giunta inanimati, qui invece formano un piccolo ma agguerrito esercito. Landry interpreta magistralmente un Dracula a tre facce, tre per ogni periodo diverso in cui il film viene ambientato, è un guerriero cristiano nell’antica Romania, un elegante gentiluomo alla corte di un imprecisato Luigi, un disperato romantico nella Londra vittoriana, ma anche un vecchi vampiro chiuso in un castello coi suoi ricordi alla ricerca di un amore perduto, tre periodi, tre tipi di scenografie diverse ma curatissime, tre età di rappresentazione del personaggio. La macchina da presa mostra sempre la mano esperta di un regista conscio dei propri mezzi che qui si esprime ad un livello alto, Besson si conferma un regista che come il vino migliora col tempo, il suo Dracula non mostra stravolgimenti della storia o novità lampanti ma gioca perfettamente le sue carte in poco più di due ore che scorrono benissimo senza alcuna caduta di tono, se avete amato il Dracula di Coppola, vi piacciono i i film gotici sui vampiri e le atmosfere decadenti qui troverete ciò che cercate. 

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