ZOMBI HOLOCAUST

REGIA: MARINO GIROLAMI (FRANK MARTIN)

ATTORI: IAN MAC CULLOCH, ALEXANDRA DELLI COLLI, SHERRY BUCHANAN, DOANLD O’BRIEN

REPERIBILITÀ: MEDIA, SI TROVA IN DVD

GENERE: CANNIBAL-ZOMBI MOVIE

ANNO: 1980

DISTRIBUZIONE ITALIANA:  FLORA FILM,FULVIA FILM

MOMENTI CLOU:  1) LA SEQUENZA INIZIALE NELL’OBITORIO 2) QUANDO TURAN MANGIA IL CUORE DEL CADAVERE 3) LA SCENA DELLA TESTA APERTA COL MACHETE 4) QUANDO IL MAD DOCTOR OPERA SUSAN

 

Zombi Holocaust è un film del 1980 di Marino Girolami, regista dal percorso molto particolare, proveniente da una famiglia di cineasti, si iscrisse alla facoltà di medicina, intraprendendo poi la strada del pugilato conquistando il titolo europeo dei pesi piuma. Fù un regista estremamente prolifico, diresse moltissime pellicole di generi anche molto diversi tra loro, dal comico-trash di: “Pierino colpisce ancora“,”Pierino contro tutti” e “Gigi il bullo” al poliziesco: “Roma, l’altra faccia della violenza“, passando per l’erotico (e decamerotico) finendo col western. Questo “Zombi Holocaust” rappresenta l’unica sua incursione in territorio horror, un vero peccato, dato che questo è veramente un B-movie che fà la felicità sia degli amanti del classico “cannibal” che quella degli estimatori dello “zombi movie”. Girolami si avvale in questo film di Ian Macculloch, interprete di varie serie tv e del mitico “Zombi 2” di Fulci. Poi troviamo Alexandra Delli Colli, vecchia conoscenza del cinema di genere, lavorò con Fulci per il suo: “Squartatore di New York”, poi c’è Donald O’Brien, attore noto soprattutto per i suoi ruoli da cattivo in molti western anni ’60, non a caso anche qui interpreta un personaggio malvagio, il mad doctor dell’isola.

La trama ruota attorno a misteriosi episodi di cannibalismo avvenuti in una facoltà di medicina di New york, dove un chirurgo e la sua assistente (la bella Lori) colgono sul fatto Turan (un giovane studente di origini asiatiche) a papparsi un cadavere, braccato il giovane decide così di gettarsi da una finestra, ma ancora vivo dopo la caduta riesce ancora a parare, dalle sue labbra esce il nome di un’isola: Kito. Quest’isola delle Molucche si rivela un luogo pericoloso dove sopravvive una tribù di cannibali dediti a rituali antropofaghi, e un mad doctor che ha creato degli zombi attraverso macabri esperimenti, così ignari di tutto ciò il gruppetto formato da Chandler, Susan (una giornalista ficcanaso in cerca di notorietà) e Lori partono alla volta dell’inferno. Il film parte in quarta con una discreta sequenza all’interno di un obitorio dove un misterioso uomo sfodera la sua attrezzatura da “macellaio” ed amputa la mano ad un cadavere, una scena ben montata che stupisce per realismo e crudezza, la regia indugia sui truculenti particolari del modus operandi del folle: un’amputazione con un seghetto, lenta e disturbante (un po’ come affettare un salame…).

Lo stesso cadavere è ancora protagonista nella scena successiva dove lo spettatore sarà nuovamente messo a dura prova da un’autopsia allo stomaco che non sarà assolutamente avara di dettagli estremi: stomaco aperto in bella vista, un vero godere per gli amanti del gore più realista ed estremo. Stupisce la voglia di girare un film all’americana, pare infatti che “Zombi…” sia in realtà girato a Roma ma sembra davvero girato in America (esclusa ovviamente la parte in cui il gruppo arriva sull’isola…). Il regista sa anche come rendere interessante un semplice dialogo in macchina tra il professore e la ricercatrice con la cinepresa che riprende i due di spalle grazie ad un montaggio alternato. Bella anche la sequenza in cui Laurie apre il frigo e nella fretta non nota il “cuore” (o presunto tale, visto che anche lo spettatore viene ingannato) impacchettato. Purtroppo in una sequenza è presente un errore piuttosto grossolano, quando Turan si getta dalla finestra schiantandosi al suolo si vede che il manichino usato per la scena perde un braccio, mi chiedo come regista e troupe non abbiano notato un errore così evidente!

Quando il gruppo parte per l’isola misteriosa passiamo ad atmosfere più cannibal movie, i soliti scenari esotici con le palme e la giungla minacciosa ma la novità che il regista mette in scena sono i famelici zombi in un simile contesto, che si scontreranno (poco a dire il vero…) con i crudeli cannibali. Essendo più un cannibal movie non mancheranno i banchetti antropofagi nella giungla e trappole mortali fatte con canne di bambù per trafiggere i malcapitati dove il regista ci mostra ancora una volta un realismo splatter notevole che delizierà lo spettatore con viscere strappate ed occhi mangiati come fossero pop-corn. Il trucco degli zombi è abbastanza convincente ed essi emergono ad oltre metà del film quasi in punta di piedi, un film che racchiude in sè il vecchio spirito degli splatter di una volta anche grazie a personaggi come il mad doctor, un prodotto centinaia di volte più brutale dei film di adesso dove a fare da padrone non è tanto la tensione ma lo splatter che qui pesta veramente duro. Un film che riesce abbastanza bene ad amalgamare due generi che negli anni ’70/’80 andavano per la maggiore, un po’ trash ma con una sua dignità il cui unico difetto è il fatto che agli zombi non viene dato moltissimo spazio ed il finale un po’ troncato che lascia lo spettatore un po’ così. Un film che soddisfa appieno le aspettative dei cultori di b-movie anni ’80.

gli zombi del film

Operazione in corso

Uno zombi del film

I cannibali impegnati nel rito

 

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