REGIA: JEREMY GILLESPIE, STEVEN KOSTANSKI

ATTORI: AARON POOLE, KATHLEEN MUNROE, KENNETH WELSH, DANIEL FATHERS

REPERIBILITÀ: ALTA

GENERE: HORROR LOVECRAFTIANO

ANNO:2017

DISTRIBUZIONE ITALIANA: 102 DISTRIBUTION

 

Questo film di J. Gillespie e Steven Kostanski è arrivato come un fulmine a ciel sereno, una gradita sorpresa, da anni ormai aspettavamo tutti un degno film che in qualche maniera mettesse in scena le vere atmosfere dell’universo di Lovecraft, e finalmente “The void” ci ha accontentati. Dimenticatevi “Dagon” di Stuart Gordon, cancellate dalla vostra memoria il poco riuscito”Cthulhu mansion” di J.P. Simon, ridate semmai uno sguardo a “Le vergini di Dunwich” di Corman ed immergetevi poi a capofitto in questo bellissimo film.

“The void” è un film girato (a quattro mani) alla maniera dei vecchi horror anni ’80, in certi frangenti la regia ricorda quella della “Cosa” di Carpenter, gli effetti sono artigianali e dannatamente ben fatti, (niente computer grafica finalmente…) i demoni che vengono messi in scena fanno veramente impressione, sembrano davvero deformità uscite da un girone infernale, ma andiamo con ordine. La trama vede un poliziotto, Danny Carter, soccorrere in piena notte un ragazzo sul ciglio di una strada nel bosco il quale sta fuggendo da una misteriosa setta dedita a riti esoterici, viste le sue condizioni il giovane viene portato al vicino ospedale prossimo al trasloco. In questo ospedale vi sono diversi personaggi: l’attempato dottor Powell, Allison l’ex moglie di Danny, e due infermiere, il ragazzo è sotto shock e racconta di una misteriosa setta che attira giovani sbandati e non per sacrificarli, intanto un folto gruppo di incappucciati con tuniche bianche recanti uno strano simbolo circondano silenziosamente l’edificio, la salvezza non sarà lì fuori ma nemmeno  dentro l’inquietante ospedale.

Il film non presenta nessun tempo morto al suo interno, entrando da subito nel vivo dell’azione, l’aura soprannaturale sì fà subito notare anche grazie a sequenze di raccordo in cui lo spazio con le sue infinite stelle riempie frequentemente lo schermo creando un’aura quasi “mistica”, la tensione è sempre palpabile e quando si fanno vive le terribili creature notiamo il grande impegno messo nel renderle più reali possibili. Bisogna solo togliersi tanto di cappello davanti alle deformi mostruosità messe in scena perchè credetemi cari amici, sono una vera festa per gli amanti degli horror ben fatti, facendoci tornare alla memoria le deformità della Carpenteriana “Cosa”.

Per quanto riguarda il versante spaltter no si va certo per il sottile, cadaveri ambulanti e macilenti, creature venute dall’altrove pronte a maciullare i presenti, giugulari recise, e scarnificazioni rituali che ricordano molto le atmosfere di “Hellraiser” soprattutto nella parte finale, dove il misterioso portale scatenerà l’inferno. Altro elemento squisitamente lovecraftiano è la pazzia, infatti molti dei protagonisti impazziranno (o quasi…) trovandosi davanti ad orrori extradimensionali più grandi della loro misera mente. “…Void” è un film che sarà maggiormente apprezzato da chi conosce bene le opere del solitario di Providence, gli altri forse (anche se gradiranno…) non ne coglieranno a fondo i significati e i rimandi, Gillespie e Kostanski sono due registi indipendenti forse poco noti al pubblico italiano, due creatori di incubi dal sapore vintage, due registi su cui scommettere ad occhi chiusi.

Il misterioso portale

La setta circonda il vecchio ospedale

Scenari da un’altra dimensione

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