THE PYRAMID+INTERVISTA CON ALEX VISANI - IL GABINETTO DEL DOTT. TRASH

THE PYRAMID+INTERVISTA CON ALEX VISANI

REGIA: ALEX VISANI, ANTONIO ZANNONE, LUCA ALESSANDRO, ROBERTO ALBANESI, SIMONE CHIESA

ATTORI: EMILIA VERGINELLI, RAFFAELE OTTOLENGHI, FEDERICO LOFFREDO, MAURO CELAIA

REPERIBILITÀ: MEDIA, SI PUÓ TROVARE IN DVD

GENEREHORROR

ANNO: 2012

DISTRIBUZIONE ITALIANA: HOME MOVIES

 

Alex Visani  in combutta con altri quattro registi dell’underground italiano ci propone questo film a episodi fortemente influenzato (praticamente un tributo…) da “Hellraiser” ed intriso di richiami più o meno espliciti (Romero, 28 giorni dopo, Hellraiser, Evil dead) ai classici horror anni 80/90. “The pyramid” è un prodotto molto curato dal punto di vista artistico, un horror low budget che supera i suoi limiti grazie alla cura delle locations scelte ed alla bontà degli attori coinvolti. Partiamo con dei titoli di testa molto “fumettistici” che illustrano la storia di un misterioso artefatto magico, una piccola piramide con sopra incisi simboli esoterici, che nel corso della storia dell’uomo attraversa i secoli di mano in mano seminando morte fino ad arrivare ai giorni nostri.

Negli episodi c’è un crescendo di contagio che va inizialmente a coinvolgere solo alcune persone fino ad arrivare quasi a distruggere l’umanità nell’ultimo tassello post-apocalittico, in tutti gli episodi gli attori coinvolti reggono bene la loro parte dimostrandoci come con un po’ di impegno si può ancora fare del buon cinema horror italiano di serie B. Nel primo episodio (di Alex Visani) un giornalista di una TV locale acquista la piramide da un ambiguo venditore (il diavolo in persona?) pieno di cianfrusaglie strane, pagherà a caro prezzo l’acquisto dell’artefatto, ritrovandosi intrappolato in una dimensione demoniaca. In questo episodio (dal montaggio piuttosto serrato)  c’è una chiara citazione da “Evil dead 2” infatti la mano posseduta del giornalista ne combina delle belle ribellandosi al suo “padrone” e facendo male anche al suo assistente. La piramide passerà poi alla donna delle pulizie che convive con un disegnatore allo sbando che verrà immancabilmente attratto dal misterioso oggetto. In questo episodio di Luca Alessandro non manca una bella scena di possessione tramite levitazione notturna e accecamento di un occhio, particolare che ricorda molto i film di Lucio Fulci, una sequenza ben fatta anche per quanto riguarda l’uso dei colori: un alone bluastro che sottolinea la componente allucinatoria molto accentuata in questo episodio.

Per quanto riguarda il terzo episodio trattasi di un lavoro a quattro mani dal duo Albanese/Chiesa che ha un’incipit molto alla “Evil dead” (citazione molto esplicita) con la cinepresa che muovendosi rasoterra in prima persona dà l’idea di uno spirito malvagio serpeggiante fra i boschi, la piramide stavolta viene trovata da un gruppo di ragazzi che si tramuterà in una banda di ossessi famelici. Il momento della trasformazione è abbastanza d’impatto grazie ad ottimi effetti sonori ed un trucco semplice ma efficace, è un episodio pregno di un’atmosfera alla Romero con questi personaggi che fuggono dagli ossessi, rifugiandosi in un vecchio casolare (ottima location, molto retrò) il montaggio è piuttosto serrato rendendo bene questa idea di pericolo.

Nell’ultimo episodio “Apocalypse” di Antonio Zanone il male si è ormai diffuso ovunque e zombi famelici vagano in cerca di vittime in città ormai desolate, seguiamo le vicende di un piccolo gruppo di superstiti guidati da un frate che vuole sconfiggere il male, ottimi gli scenari fatti di palazzi semi-distrutti e strade pericolose su cui i morti vagano liberi, qui si omaggiano i vecchi zombi movie anni 80 con un tocco alla “28 giorni dopo“, ci sono buone scene splatter. Qui i protagonisti sono i due “favoriti” del frate, due ragazzi armati di spade e balestra intenzionati ad uccidere la ragazza gravida (proveniente dal precedente episodio) che porterà l’anticristo alla luce, buona la presenza scenica della nebbia che in alcune scene dona un’aura spettrale, in questo episodio lo splatter si fà più presente soprattutto con la scena  dello sventramento dell’ossessa incinta, veramente una scena d’impatto. Bella l’idea che gli episodi siano collegati l’un l’altro, e in un certo senso siano un’evoluzione del precedente con la piramide a fare da filo conduttore e con questa idea di contagio crescente, questa piccola dimostra che alcuni in Italia hanno ancora voglia di mettersi in gioco con il nostro amato cinema horror.

A seguire cari amici del Dott. Trash una bella intervista con Alex Visani:

1)Dott.trash: Sei una figura ormai storica dell’underground italiano, com’è nata la tua passione per l’horror?

Ciao carissimo, ti ringrazio per “figura storica dell’underground italiano”. Sono parole che mi onorano veramente. La mia passione per l’horror nasce fin da piccolo, affascinato da sempre da tutto ciò che è mostruoso, bizzarro e diverso. Ho avuto la grande fortuna di essere figlio di proprietari di un cinema e questo non ha fatto altro che alimentare la mia passione per il cinema e, nello specifico, per il cinema dell’orrore. Ricordo ancora quando, tremante ed affascinato, mi affacciavo da piccolo in sala mentre sullo schermo scorrevano le immagini di film horror. L’attrazione e , al tempo tesso, la paura hanno sempre avuto un grande effetto fascinatorio su di me.
 
2)Dott.trash: come e quando hai iniziato la tua attività di filmaker?
A livello amatoriale, guidato dalla pura passione, ho iniziato nel lontano 1995. Giravo cortometraggi e video con amici, spinto dall’amore per il cinema e dal divertimento comune. Poi la passione, nel corso degli anni, si è trasformata anche in lavoro professionale ed oggi, fortunatamente, riesco a vivere facendo il filmaker, senza però dimenticare mai l’amore per l’horror. Infatti, ogni volta che posso, cerco di mettere in piedi una nuova produzione ! Ora, ad esempio, sono in fase di riprese per il mio nuovo film horror “Stomach” .
 
3)Dott.trash: the pyramid sembra essere un vero e proprio tributo ad Hellraiser come ti è venuta in mente l’idea di fare un film ad episodi coinvolgendo altri registi?
 
L’idea è nata per due motivi. Artistico ed economico. Il lato artistico è stato funzionale alla narrativa del prodotto, offrendo diversi sguardi e stili per raccontare, fondamentalmente, una storia unica. Il potersi confrontare ed amalgamare con altri artisti è sempre stata un’idea affascinante per me. Fortunatamente in THE PYRAMID ho trovato un gruppo solido e veramente coeso. Un rapporto, quello fra me, Luca Alessandro, Roberto Albanesi, Simone Chiesa ed Antonio Zannone, che va aldilà del film, sfociando nella reale amicizia e collaborazione. Il lato economico invece vien da sè, ovvero realizzare un film suddiviso in segmenti, diretti ognuno da un regista diverso, permette di ammortizzare i costi, ridurre i tempi di produzione ed avere un aiuto collaborativo incredibile nell’assemblaggio del prodotto finale.
 
 4)Dott.trash: nei titoli di testa ci vengono mostrate immagini a fumetti molto interessanti chi ha realizzato queste belle immagini?
Le tavole sono state realizzate da Francesco Biagini, grande illustratore e fumettista con esperienze in Italia e negli Stati Uniti. Un vero genio, pensate che uno dei suoi ultimi lavori è una serie a fumetti sceneggiata dai grandi Wes Craven e Steve Niles : “Coming of rage“.
 
5)Dott.trash: la scena della mano posseduta nell’episodio iniziale mi ha ricordato vagamente la sequenza presente in Evil dead 2 dove la mano di Ash ne combina di tutti i colori, è una citazione la tua?
 
Certamente, è una citazione da LA CASA 2. L’intero film, in realtà, è infarcito di citazioni al cinema horror. Si va da titoli underground quali NOTTE PROFONDA di Fabio Salerno, fino ad HELLRAISER, VIRUS, 28 GIORNI DOPO ed i post atomici all’italiana. Una serie di omaggi al cinema horror, intessuti in una struttura filmica che comunque mantiene una sua personalità ben definita.
 
6)Dott trash:ho visto che Pyramid ha vinto anche alcuni premi ed ha “viaggiato” molto anche a livello internazionale, siete soddisfatti del risultato finale? Tu cambieresti qualcosa?
 
Si, il film ha viaggiato parecchio all’estero, ben 14 festival. La cosa ovviamente rende me e gli altri estremamente orgogliosi. Credo di poter parlare a nome di tutti, dicendo che probabilmente ognuno di noi avrebbe cambiato cose all’interno del film. Vuoi per il budget basso, vuoi per i tempi stretti di produzione. Ma, al tempo stesso, credo che ognuno di noi sia felice del risultato finale. THE PYRAMID è un horror underground ed orgogliosamente indipendente. Con limiti annessi e connessi. E siamo fieri di questa avventura che, insospettabilmente, ci ha portato molto lontano. Per chi volesse vedere il film, segnalo l’uscita italiana , distribuita da home movies, in dvd e bluray. Una bellissima edizione, estremamente curata.
 
7)Dott.trash:come vedi la scena underground italiana? c’è qualche regista che apprezzi?
 
La scena underground è viva e caotica. Ed è così che deve essere, come ogni buona scena underground che si rispetti. L’unico grosso limite, se vuoi, è il fatto che l’horror ha un numero di estimatori, finanziatori e promotori molto limitato in Italia.Al tempo stesso, penso che l’unione fra le risorse ed i talenti del cinema underground possa fare la forza e , soprattutto, che i nostri prodotti debbano essere orientati verso il mercato estero. Ci vuole budget, questo è vero, ma io credo che soprattutto ci vogliano idee innovative ed accattivanti.
 
8 )Dott.trash: progetti futuri?
 
Sono in fase di riprese per un nuovo horror, dal titolo “Stomach“. Si tratta di un film piuttosto nichilista, denso di scene splatter e momenti “disturbanti”. La storia vede un ragazzo, di nome Alex, che si troverà ad affrontare incubi e mostruosità “molto” carnali che provengono da una dimensione oscura… o che forse…provengono dal suo stomaco…. Per ora non aggiungo altro, ma vi garantisco che sarà un film molto “viscerale”.
Ci tengo a ringraziare anche la casa di distribuzione Home Movies che mi sta sostenendo nel progetto in modo importante. L’uscita del film è prevista per giugno 2018.
Ringrazio Alex per la bella intervista.

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