SPECCHI INFRANTI BY RICCI CAP 19-20 - IL GABINETTO DEL DOTT. TRASH

SPECCHI INFRANTI BY RICCI CAP 19-20

Capitolo 19

 

Il corridoio è tutto bianco. Le luci fredde dei neon creano un’atmosfera spettrale. Qualcuno è in angosciante attesa. La porta si spalanca. Due figure gli vanno incontro inespressive. Sono morti! Sono morti! Un grido disperato. Si sveglia. È un bagno di sudore. Lo stesso incubo. Notte dopo notte. Dentro c’è solamente odio. Odio e vendetta. Si alza. Osserva la luna. Una scarica di adrenalina gli attraversa il corpo. Si sta facendo giorno. Tra poco ucciderà di nuovo. Sa che stavolta correrà dei rischi, ma non gli importa. Già il solo pensiero lo eccita. Adesso sorride. Un sorriso malvagio. Che mette i brividi.

 

                                  Capitolo 20

 

“Allora bambini… questa mattina vi parlerò di Nerone. Qualcuno di voi, sa dirmi chi è?” Tra i dodici alunni seduti sui banchi, in quattro alzarono il braccio. “Dimmelo tu Marcello.” “Era un imperatore signora maestra.” “Bravo.” Anna sorrise. Quanto amava quel lavoro. Stare tutti i giorni a contatto con quei bambini condannati al buio, ma così pieni di allegria, era una quotidiana lezione di vita. Iniziò la lettura su Nerone, con la classe in rigoroso silenzio. Poco dopo, senza che nessuno bussasse, la porta dell’aula si aprì. Anna seduta alla cattedra, interruppe la lettura e si alzò andando incontro alla persona appena entrata. Il misterioso ospite, aveva un cappello calato sulla fronte, occhiali da sole a specchio, e una sciarpa che gli copriva la bocca. Anna non sarebbe neppure riuscita a dire se fosse stato un uomo o una donna. Chiese cosa desiderasse, e soprattutto contestò il fatto che non avesse bussato. L’altra persona non rispose. Quando Anna, spazientita da quello sgradevole modo di fare stava per ribattere qualcosa, una mano guantata le serrò la bocca, mentre un rasoio le recise la gola con un taglio deciso da sinistra a destra. Anna scivolò a terra senza un gemito. I bambini, immobili nel loro buio, non si accorsero di nulla. Sentirono solo la porta aprirsi e richiudersi. “Signora maestra”, chiamò uno di loro, seguito da un’altra voce. Un bambino biondo seduto al primo banco si alzò, dirigendosi verso la cattedra. Fatti pochi passi, inciampò sul corpo della maestra e cadde sopra di esso. Toccò il viso con le mani, che s’impregnarono di un liquido appicicoso. Portandosele alla bocca, capì che era sangue. Chiamò disperatamente la maestra, mentre anche gli altri bambini iniziarono a spaventarsi. Il bidello e un’altra insegnante, sentendo le grida raggiunsero subito l’aula. Alla vista del corpo di Anna disteso in un lago di sangue, il bidello corse a chiamare un’ambulanza e la polizia, mentre l’insegnante nonostante fosse comprensibilmente sconvolta, riuscì a mantenersi fredda, portando i bambini nella sua classe cercando il più possibile di tranquillizzarli.

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