SCARY PIG RECENSIONE +INTERVISTA CON TADOLINI

REGIA: FEDERICO TADOLINI

ATTORI: RAFFAELE BORRECA, MAEVE

REPERIBILITÀ: CHIEDETE UNA COPIA AL REGISTA

GENERE: SLASHER/SPERIMENTALE

ANNO: 2017

DISTRIBUZIONE ITALIANA:  MORGUE PRODUCTION

 

 

 

 

Torna Federico Tadolini con la sua nuova creatura, stavolta il regista toscano mi ha veramente spiazzato, “Scary Pig” è molto diverso da “Evisceral Plague” (altro corto che avevo recensito) qui il nostro autore sembra avere molta voglia di sperimentare, con un prodotto visionario, bizzarro ed anche un po’ trash. Inizialmente pensavo di trovarmi davanti ad un classico slasher con un assassino mascherato, tuttavia mi sono dovuto ricredere subito. “Scary Pig” parte con dei titoli di testa assolutamente retrò molto artistici e colorati (mi piacciono le cose vintage ed anche al regista credo…) mettendo subito in mostra un bizzarro trip pubblicitario dal settantiano sapore che simpaticamente ci ricorda di doverci munire di hot dog, bibita e popcorn in vista dell’imminente inizio del film, come fossimo davvero in un drive in, un’idea veramente originale.

Ma oltre alle cibarie ci viene mostrata anche una simpatica pubblicità di preservativi parlanti, (menomale che non uccidono come in “Killer Condom”…) dunque un collage molto simpatico che introduce la vicenda concludendosi in un drive-in dove sul mega schermo troneggia il folle pig-killer. Subito dopo parte il film vero e proprio, qui è doveroso fare una premessa, nel corto non ci sono dialoghi, sono presenti solo due personaggi (la ragazza ed il killer) e non c’è una trama ben precisa ma Tadolini riesce ad intrattenerci comunque addentrandosi in territori piuttosto sperimentali per gli standard di uno slasher movie. L’assenza di dialoghi rende l’opera criptica e malsana, come la sequenza sulla spiaggia deserta dove ammiriamo stranissime sculture dall’aspetto inquietante, una sequenza di raccordo arricchita da effetti sonori azzeccati.

Il “pig” porta una camicia a quadri che fa molto slasher anni ’80, raggiungendo subito la sua vittima, durante l’aggressione con l’ascia troviamo un curioso gioco di montaggio, un’intuizione registica interessante: al primo colpo d’ascia la scena viene interrotta bruscamente da un finto malfunzionamento della pellicola di cui veniamo messi al corrente con tanto di avviso: “missing reel” letteralmente: bobina mancante. Il simpatico killer riprende la sua maschera da porco e dopo aver pronunciato l’unica frase di tutto il corto se ne va, probabilmente in cerca di nuove vittime. Nei titoli di cosa scopriamo che il corto è dedicato alla memoria di George Romero, il grande regista recentemente scomparso. Un corto molto bizzarro, vagamente ispirato agli slasher anni ’80 ma soltanto per quel che riguarda il killer, il suo abbigliamento, la maschera e l’arma, la mancanza di dialoghi e trama rende l’opera pregna di un’atmosfera opprimente e visionaria dove regna solo il rapporto vittima/carnefice. Tadolini stavolta preferisce sorvolare sullo splatter e puntare maggiormente sull’atmosfera e sullo sperimentalismo regalandoci un trip bizzarro ma interessante, scopriamo di più sulla sua opera parlando direttamente con lui:

  1.  Dottor Trash: Ciao Fede, grazie per aver accettato l’intervista, devo dire che “Scary Pig” mi ha spiazzato, come ho scritto mi aspettavo uno slasher, invece mi ritrovo molto di più, un’opera sperimentale ben diversa dallo splatter di “Evisceral plague”, avevi voglia di sperimentare stavolta?

Federico Tadolini: Avevo voglia di cambiare registro, fare qualcosa di diverso rispetto a “Gore Christmas”, l’ultimo cortometraggio che avevo fatto. Quindi in sostanza, mi andava di “far ridere” lo spettatore, mantenendo sempre un registro da film horror, ma con tutti gli stereotipi del caso, ovvero la vittima che inciampa, col classico strillo di paura.

2. Dottor Trash: Pur non rientrando completamente nella categoria slasher, il film ne conserva a mio parere alcuni elementi come la maschera e l’abbigliamento del killer, che indossa una camicia a quadri molto ’80 concordi?

Federico Tadolini: Mi fa enormemente piacere che tu abbia colto questo particolare, dietro “Scary pig” c’è tutto un lavoro di ricerca, volto a seguire i canoni dello slasher movie anni ’80. Come le locations: ovvero il bosco, la spiaggia, il lago.

3. Dottor Trash: Perchè nel film non c’è una trama ben precisa? Sembra proprio una scelta voluta che contribuisce a dare un senso di smarrimento allo spettatore…

Federico Tadolini: La trama è semplicissima, come lo è nel 99% dei casi di uno slasher, la ragazza che aspetta qualcuno nel bosco e incappa nel maniaco di turno. Le immagini di raccordo, sono state girate esclusivamente per creare disorientamento nello spettatore e colgo l’occasione per ringraziare nuovamente “Bloody Hansen-The providence” una persona eccezionale e grandissimo musicista. Dietro le collaborazioni c’è sempre una precisa alchimia, ovvero quelle persone con cui ti ritrovi immediatamente, e le sue musiche mi basta ascoltarle una volta e sono talmente visive che immagino già una scena di qualche film.

4. Dottor Trash: Personalmente ho trovato molto inquietante la sequenza sulla spiaggia dove ammiriamo strane sculture che forse hanno un significato particolare, puoi rivelarcelo?

Federico Tadolini: Non hanno un significato particolare, è una semplice scena di raccordo che risulta inquietante dal modo in cui l’ho ripresa, dall’effetto seppiato ed appunto dalla musica di “The providence”.

5. Dottor Trash: “Scary pig” nei titoli di testa e nelle sequenze successive sembra quasi un curioso trip/tributo ai mitici anni 70/80 che trova l’apice nella scena del drive in, come ti è venuta in mente l’idea delle vecchie pubblicità?

Federico Tadolini: “Scary pig” è stato proprio concepito per essere programmato in un double bill con cui venivano proiettati i film nei midnight show dei drive in. Sono proprio un appassionato di quel tipo di cinema, scanzonato ma tremendamente efficace.

6. Dottor trash: Il finale sembra essere aperto, ci sarà uno “Scary pig 2?”

Federico Tadolini: Uno “Scary pig 2” ideato come questo non ci sarà, però devo valutare alcune cose, vedere come sarà recepito questo corto e probabilmente verrà utilizzato come spin off per un altro corto più lungo e con una trama meglio articolata.

7. Dottor Trash: Parlaci dei tuoi progetti futuri, cosa bolle in pentola?

Federico Tadolini: Tante cose, visto che stiamo parlando di cinema posso dirti che nel 2017-18 girerò sicuramente un altro cortometraggio horror e farò girare Scary pig per vari festival. Spero di poter partecipare anche al prossimo Fantafestival di Roma con il corto “Il collezionista” per il resto porteremo avanti con il mio fidatissimo collaboratore ed amico Raffaele Borreca il progetto Morg art ampliandolo. Come ho detto precedentemente, ci sono rapporti d’alchimia che esistono realmente e con Borreca sono subito entrato in sintonia grazie alla collaborazione iniziata col “Collezionista” e proseguita poi con gli altri cortometraggi. Con Morg art ha realizzato alcune locandine sia dei miei corti ma anche di diversi racconti, facendo tutti i montaggi dei miei film. Per i progetti editoriali posso dire che il progetto curato da Mirko Tondi, dal titolo provvisorio “Pisa noir” è arrivato finalmente a destinazione e verrà presentato nel prossimo Pisa book festival a novembre; sono presente col racconto “Lamette-una storia punk” e non sarà un horror, ma un noir spietato e crudele. Ho accettato immediatamente visto che sono conosciuto per lo più per l’horror, ma il noir è un altro genere che mi piace particolarmente. Il progetto Eric Bale, curato da Francesco Bernardis è terminato in concomitanza col suo festival italian horror e le copie sono state distribuite in maniera gratuita agli spettatori. Ringrazio nuovamente di cuore la gentilezza che mi hanno riservato, nonostante per cause lavorative non abbia potuto partecipare. Racconti viventi è un altro progetto arrivato a destinazione, ma stiamo valutando alcune proposte editoriali, è un progetto curato da Stefano Rossi e sara un’antologia in versione zombi molto particolare. “Suicide season” invece è un racconto che scriverò a quattro mani, Stefano Rossi curerà la seconda voce e sarà terminato verso la fine di ottobre. Sarà un racconto in pieno stile splatter punk: violenza, sesso sparato a mille ed un po’ d’ironia, verrà distribuito gratuitamente presso il negozio Thrauma. Stefano Rossi è un altro autore con cui sono entrato immediatamente in sintonia e con cui spero di continuare questo percorso. Lui dice che siamo culo e camicia, resta al lettore stabilire i nostri ruoli. Grazie a tutti, sia lodato Elvis ed il surf.

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