IL COLLEZIONISTA DI OCCHI

REGIA: GREGORY DARK

ATTORI: GLENN KANE, CHRISTINA VIDAL, MICHAEL J.PAGAN, SAMANTHA NOBEL

REPERIBILITÀ: ALTA

GENERE: SLASHER

ANNO:2006

DISTRIBUZIONE ITALIANA: MEDIAFILM

 

 

Questo slasher di Gregory Dark si rivela l’ennesimo prodotto americano di medio/basso livello un filmetto per passare in allegria un’ora e mezzo e nulla più. Su Gregory Dark come regista non c’è molto da dire, un mestierante del B-movie, il nostro sembra essere più dotato per i videoclip (ne ha fatti parecchi per cantanti e gruppi famosi) girando addirittura diversi film a luci rosse, e questo “Collezionista…” non ha certo lasciato il segno nella cultura horror. Come fotografia ricorda molto la serie di “Saw” rendendo bene l’idea di un luogo (l’albergo) fatiscente e abbandonato, la trama è molto semplice: un gruppo di delinquentelli viene utilizzato dai servizi socialmente utili per ripulire un vecchio albergo abbandonato il “Blacwell”, dove abita all’insaputa di tutti Jacob Goodnight. Il nostro simpaticone è uno psicopatico cresciuto in un contesto familiare degradato con una madre fanatica religiosa, i protagonisti si renderanno presto conto di non essere soli.

Il personaggio di Jacob Goodnight (che cognome.. mah…) interpretato dal wrestler Kane, ci propone una recitazione tutta basata sulla fisicità imponente perchè il suo deviato personaggio è muto per tutto il film. Personalmente sono contrario all’utilizzo di personaggi del wrestling nel cinema in quanto la loro recitazione ovviamente lascia a desiderare, tuttavia per interpretare un ruolo così (basato tutto sulla fisicità) può anche andare, ma la psicologia del personaggio avrebbe necessitato di un po’ di approfondimento. La cosa peggiore del film sono i protagonisti, verso i quali lo spettatore non riesce a nutrire alcuna simpatia e finiscono per essere la solita carne da macello senza spessore trucidata in maniera nemmeno troppo fantasiosa (pare ci sia anche un seguito, ma non so se è disponibile in italiano…).

Anche sul versante splatter (comunque presente in dose quasi sufficiente) non si eccede, quasi a dire : “vorrei ma non posso”, anche le scene di estirpamento dei bulbi oculari seppur d’impatto alla fine stufano un po’ per la loro ripetitività. Come ho detto il film ha una buona fotografia, ma una trama poco articolata, dei fiacchi interpreti e dei personaggi stereotipati lo fanno giungere solo ad una sufficienza stanca, un film da semplice intrattenimento.

 

Il nostro psicopatico con la sua arma favorita: una catena con gancio

L’attrazione di Jacob per i simboli religiosi tatuati sulla discreta gnocca

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