IL CASO DELLA BELVA DEL PLENILUNIO DI ANDREA MACCARRI

REGIA: ANDREA MACCARRI

ATTORI: CLAUDIA NICOSIA, MASSIMO GRAZINI, ANDREA MACCARRI

REPERIBILITÀ: SI TROVA SU YOU TUBE

GENERE: MOCKUMENTARY

DISTRIBUZIONE ITALIANA: INDIPENDENTE

Questo lavoro di Andrea Maccarri tratta in maniera piuttosto insolita (sotto forma di scoop giornalistico) il tema della licantropia, spesso caro al cinema horror internazionale, un po’ meno a quello italico, infatti l’unico titolo che mi viene in mente per quanto riguarda il nostro paese è : “La lupa mannara” di Rino Di Silvestro, anch’esso un titolo che affronta la licantropia in modo inusuale, come fosse una sorta di malattia psichica. Nel caso di questo corto siamo in ambito mockumentary, la trama vede due reporter impegnati in un’intervista con Massimo Granero figlio di un assassino brutale le cui gesta insanguinarono la zona di Tuscania, una località abitata da gente semplice attaccata alla terra che deve vedersela con un brutale assassino.

Il film è incentrato per la maggior parte della sua durata sull’intervista, dove ci vengono raccontati in maniera dettagliata quei fatti di sangue, alla maniera di quelle vecchie storie inquietanti che gli anziani a volte raccontavano la sera attorno ad un fuoco acceso, dove la fantasia volava libera. Si viene a creare così un’atmosfera molto intima (anche grazie alla buona prova di recitazione degli attori coinvolti) che a mio parere è i punto di forza di un film che punta molto sull’atmosfera, sul “sentire” più che sul mostrare in maniera esplicita, ma alla fine ci sarà anche un po’di spazio per l’esplodere della violenza e dell’orrore. Sicuramente l’atmosfera è stata favorita dalla scelta di un ambiente molto in tono col film, ovvero un rustico casolare dove il nostro Massimo vive in solitudine, con la sola compagnia dei suoi brutti ricordi: la povertà, l’arresto del padre che lo traumatizzò, lo sguardo della gente che lo additava come il figlio del mostro ecc…

Un aspetto molto originale dell’opera è quello di essere riuscita ad amalgamare soprannaturale e cronaca nera, un mix insolito che a mio parere avrebbe necessitato solo dell’aggiunta di qualche flashback durante l’intervista, dove avrebbero potuto mostrare alcune gesta del mostro. La parte più “creepy” emerge negli ultimi minuti ed è ambientata nella tetra soffitta di Massimo che riserverà diverse sorprese con l’immancabile colpo di scena finale. Una buona prova di regia, un corto insolito per il panorama italiano, da vedere.

Adesso cari amici è vi propongo un’intervista col regista Andrea Maccarri !

1) Dott.trash: Salve Andrea, grazie del tuo tempo, partiamo subito con le domande, come ti è venuto in mente di affrontare un tema come la licantropia?

Andrea Maccarri:  Ciao Dott trash, intanto ti ringrazio per la disponibilità nel concedermi questa intervista. Affascinato da alcune vicende  inerenti a casi presunti di licantropia del mio paese raccontatemi da mio padre in tenera età e soprattutto grazie alla visione dei film della Hammer storica casa di produzione inglese decisi di sviluppare una storia incentrata  su un fatto di cronaca nera chiaramente inventato e sempre ambientato a Tuscania. Un incipit semplice lineare in modo da poter mettere in risalto la prova dei due attori lasciandoli molto liberi d’improvvisare soprattutto a livello emozionale.

2) Dott.trash: È interessante come il tuo corto mischi vari generi come horror, mockumentary, e dramma, elementi che convivono tutti insieme senza prevaricarsi, sei d’accordo?

Andrea Maccarri: La fusione di questi diversi generi mi è parsa un idea abbastanza originale, lo stile documentaristico dove si cerca di scavare sugli aspetti più reconditi della vicenda, il dramma di  una persona abbandonata a se stessa, da una società crudele e spietata, l’orrore di una vendetta concepita da un eredità scomoda, una maledizione inevitabile tramandata da padre in figlio. Tutti elementi che, se ben miscelati potevano dar vita a qualcosa d’interessante.

3) Dott.trash: Ho notato che i colori sono molto suggestivi, molto vivi, c’è stata una lavorazione particolare su questo elemento del film?

Andrea Maccarri: In fase di post produzione ho cercato di dare un look cinematografico all’opera insistendo sulla color correction per quanto riguarda la tonalità dei colori soprattutto quelli più scuri dove si nota un alto contrasto per rimarcare la drammaticità dell’intera vicenda, per il resto il merito è d’attribuire agli attori (Massimo Grazini e Claudia Nicosia) che a mio parere sono riusciti con grande professionalità e dedizione a rendere tutto più realistico e veritiero. Una produzione anche questa in famiglia infatti i ringraziamenti sono da estendere soprattutto a mia moglie Maddalena Scala,  Domenico Napolitano e Alessandra Coppola senza i quali questo progetto non avrebbe mai potuto vedere la luce

4) Dott.trash: la cosa interessante è che il tuo film riesce a creare un’atmosfera molto intimista, sembra una di quelle vecchie storie terrificanti che ci si raccontava vicino al fuoco, una sorta di leggenda nera, era questo il tuo intento?

Andrea Maccarri: …La cronaca nera si fonde e si confonde con il mito dell’uomo lupo..La giornalista che intervista il figlio del mostro si lascia trasportare emotivamente dai risvolti della vicenda, come una di quelle leggende o storie spaventose raccontate magari dai nostri nonni nelle lunghe notti d’inverno.

Diciamo così una favola nera dal respiro mitologico ma legata a temi attualissimi.

Grazie mille per la piacevole chiacchierata!!

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