AD UN PASSO DALL’AURORA

REGIA: MARIO BIANCHI

ATTORI: GERARDO AMATO, TINÍ CANSINO, ADRIANA RUSSO, PIER MARIA CECCHINI, RENZO RINALDI, FRANCO CARACCIOLO

REPERIBILITÀ: MOLTO BASSA, NON ESISTE UNA VERSIONE DVD, E LA VHS DELLA VIDEO KINEO È PIUTTOSTO RARA, PER FORTUNA SI PUÓ TROVARE SU YOU TUBE

GENERE: DRAMMATICO/THRILLER

ANNO: 1989

DISTRIBUZIONE ITALIANA: VIDEO KINEO

MOMENTI CLOU: 1) QUANDO LA CANSINO INTRATTIENE L’UOMO MASCHERATO CON LO SPOGLIARELLO IN CAMERA 2) QUANDO RICCARDO SI RECA NEL NEGOZIO PER PRENDERE IL COSTUME E SI RITROVA IN UNA BRUTTA SITUAZIONE CON LA FIGLIA DEL NEGOZIANTE PERVERSO 3) LA SEQUENZA NELLA VILLA CON PERSONAGGI IN MASCHERA TIPO “EYES WIDE SHUT”4) LA SCENA DELL’INTERVENTO CHIRURGICO SOTTO MINACCIA

 

Mario Bianchi è stato un regista di b movie a basso budget divario genere:dal western  di: “In nome del padre, del figlio e della colt” (titolo fantastico, andrebbe visto solo per questo…)  ai polizieschi di serie C come “Provincia violenta”. Per un periodo fu aiuto regista del grande Mario Bava, Bianchi ha toccato vari generi:poliziesco,erotico, horror, avventura, fino ad approdare purtroppo (più o meno dal 1985 in poi) al “cinema” porno.

“Ad un passo dall’aurora” è l’ultimo film girato dal nostro prima di finire negli inferi dell’hard, si tratta di un film che ha come attore protagonista Gerardo Amato nel ruolo di Riccardo Varchi un annoiato professore piuttosto insoddisfatto della sua vita coniugale. In una notte particolare, dopo aver assistito alla morte di un suo paziente, ed aver soccorso una giovane prostituta che vive con un trans,incontrerà un suo vecchio amico che tira avanti facendo il piano-bar, il quale lo informa che deve lasciarlo al più presto perchè deve recarsi ad una festa in maschera dove è richiesto. Insospettito Riccardo vuole saperne di più e decide di seguire il suo amico che se lo porta dietro controvoglia avendolo avvertito che il posto dove si recherà è pieno di gente poco raccomandabile. Così dopo essersi recato in un negozio per prendersi un costume, e aver conosciuto il laido venditore che fa prostituire la figlia, Riccardo sale a bordo di una piccola barca che lo porterà in una villa dove rimarrà invischiato in torbidi incontri e ricatti che rischieranno di rovinare la sua vita e lo renderanno muto testimone di omicidi.

ed avendo personalmente come metro di paragone attuale solo “La bimba di satana” mi sento di dire che qui siamo ad un livello migliore, nonostante la sceneggiatura soffra di buchi abbastanza evidenti,e le cose succedano un po’ per caso: l’incontro con l’amico, la decisione di seguirlo e l’incontro con la prostituta. Nella sequenza di apertura Bianchi ci porta in una Venezia dai contorni sfumati popolata da una schiera di maschere, e questa atmosfera sognante la ritroviamo spesso nel film, buono anche il curioso contrasto fra la Venezia diurna affollata di voci e colori e la Venezia notturna, buia e pericolosa. Ovviamente Bianchi sfrutta subito la fisicità della Cansino ( che adesso fa l’opinionista a Uomini e Donne….) regalandoci la sequenza in cui Lù si spoglia toccandosi davanti ad un uomo in maschera, una scena furba messa lì per soddisfare gli onanisti più incalliti.

Gerardo Amato fà bene la sua parte, ma gli altri attori spesso non sono all’altezza, il ritmo è piuttosto lento, e la sequenza della villa con i mascherati che gli chiedono la parola d’ordine ricorda vagamente “Eyes Wide shut”. Ebbene si l’ho detto… perchè cari amici è bene sappiate che su internet c’è addirittura chi dice (dei pazzi) che Kubrick abbia copiato da Bianchi, in realtà le analogie che ci sono fra i due film (l’incontro col vecchio amico, la villa coi mascherati ecc…) derivano dal fatto che siano stati tratti entrambi dal racconto “Doppio sogno” di Schnitzler solo che Bianchi semplicemente ha avuto per primo l’idea, Kubrick l’ha fatto dopo, e meglio. Nonostante resti un filmetto di serie B  qualcosa da salvare c’è, le musiche non sono malvagie, e un minimo di atmosfera è presente.

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COMMENTI
  • Cumbrugliume
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    L’unica fortuna di Kubrick è essere morto, altrimenti una bella causa per plagio non gliela levava nessuno 😀

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